Caricamento…
Caricamento…
di Appiano
I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
19, 132
Scipione, vedendo una città che aveva prosperato per settecento anni dal suo insediamento e aveva comandato su terre, isole e mari, disposto di navi e armi e elefanti e ricchezze pari alle più grandi potenze, che si era distinta per ardire e zelo, e che pur essendo privata di navi e armi aveva resistito per tre anni alla guerra e alla fame, ora completamente distrutta nella rovina totale, dicono che pianse e fu visto chiarare mentre piangeva per i nemici; a lungo rimase pensieroso in se stesso, considerando che anche città, popoli e regni tutti devono cambiare come gli uomini per decreto divino. E questo soffrì Ilio, una volta città fortunata; lo soffrì l'impero degli Assiri, dei Medi e dei Persiani, che fu il più grande dopo di essi; e soprattutto quello dei Macedoni che brillò da poco; sia che spontaneamente, sia che il poeta stesso lo dica: «Verrà il giorno in cui perirà la sacra Ilio e Priamo e il popolo del nobile Priamo».
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