Caricamento…
Caricamento…
di Cassio dione
I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
59, 29
Gaio dunque, dopo aver regnato per tre anni e nove mesi, imparò dai fatti stessi che non era un dio. Da coloro da cui, pur assente, era venerato, allora fu sputato addosso, e da coloro da cui era chiamato Zeus e dio, divenne vittima sacrificale, le sue statue e le sue immagini vennero trascinate via. I soldati intanto tumultuavano e si ammutinavano, al punto da compiere anche stragi. I presenti ricordavano ciò che egli un tempo aveva detto al popolo: «Magari aveste un solo collo!», mostrandogli che lui aveva un solo collo, mentre loro avevano molte mani. Poiché la guardia pretoria era in subbuglio e, correndo qua e là, cercava di sapere chi avesse ucciso Gaio, Valerio Asiatico, uomo di rango consolare, li calmò in un modo davvero sorprendente, salendo su un luogo ben visibile e gridando: «Magari l'avessi ucciso io!» Sbigottiti infatti cessarono il tumulto.
61, 10
Seneca fu accusato, e fu incolpato, tra le altre cose, anche di avere relazioni con Agrippina; Non gli bastò infatti aver commesso adulterio con Giulia, né divenne migliore a causa dell'esilio, ma si accostava anche ad Agrippina, essendo essa tale e avendo un figlio tale. E non solo in questo, ma anche in altre cose, fu colto a fare tutto il contrario di ciò su cui filosofava. Infatti, accusando la tirannide, diventava maestro di tiranni, e, correndo contro coloro che stavano vicino ai potenti, non si allontanava dal palazzo; e lui, che accusava gli adulatori, adulava così tanto Messalina e i liberti di Claudio, che mandò loro persino dall'isola un libro contenente le loro lodi, libro che in seguito, per vergogna, cancellò.
62, 16, 18
Dopo questi fatti desiderò ciò che forse desiderava sempre, distruggere, da vivo, l'intera città e l'impero; Priamo, infatti, egli stesso lo dichiarava beato in modo straordinario, perché aveva visto perire insieme la patria e il potere. Mandando infatti segretamente alcuni uomini, come se fossero ubriachi o comunque malintenzionati, appiccava dapprima qua uno o due fuochi, altri ancora altrove, cosicché la gente si trovò in ogni genere di smarrimento, non potendo scoprire l'origine del male né porvi fine, ma vedendo molte cose strane e sentendone molte altre. Non si poteva infatti vedere altro che molti fuochi, come in un accampamento, né si sentiva dire da alcuni altro se non che questo e quello bruciava: «Dove?» «Come?» «Per mano di chi?» «Aiuto!». Un tumulto straordinario si impadronì dunque ovunque di tutti, e correvano gli uni di qua, gli altri di là, come insensati.
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