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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro I, capitolo 15
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Il giorno seguente levano il campo da quel luogo. Lo stesso fa Cesare, il quale manda avanti tutta la cavalleria, circa quattromila uomini, che aveva radunato da tutta la provincia e dagli Edui e dai loro alleati, perché vedano verso quali zone i nemici dirigano la marcia. Costoro, inseguendo con troppo ardore la retroguardia, attaccano battaglia con la cavalleria degli Elvezi in un luogo sfavorevole; e pochi dei nostri cadono. Inorgogliti da questa battaglia, poiché con cinquecento cavalieri avevano respinto una moltitudine così grande di cavalieri, gli Elvezi cominciarono a fermarsi più audacemente e a provocare i nostri in battaglia con la retroguardia, di tanto in tanto. Cesare tratteneva i suoi dal combattimento, e per il momento si accontentava di impedire al nemico saccheggi, foraggiamenti e devastazioni. Così marciarono per circa quindici giorni, in modo che tra la retroguardia dei nemici e la nostra avanguardia non ci fosse più distanza di cinque o sei miglia.
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