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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro I, capitolo 23
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Il giorno dopo, poiché restavano in tutto due giorni prima che si dovesse distribuire il grano alle truppe, e poiché non distava più di diciotto miglia da Bibracte, di gran lunga la città più grande e ricca degli Edui, ritenne di dover provvedere al rifornimento di grano; perciò distolse la marcia dagli Elvezi e si affrettò a dirigersi verso Bibracte. La cosa viene riferita ai nemici tramite alcuni disertori di Lucio Emilio, decurione della cavalleria gallica. Gli Elvezi, sia perché ritenevano che i Romani, spaventati dalla paura, si allontanassero da loro, tanto più perché il giorno prima, occupate le posizioni più alte, non avevano attaccato battaglia, sia perché confidavano di poterli tagliare fuori dai rifornimenti di grano, mutato il piano e invertita la marcia, cominciarono a inseguire e a molestare i nostri dalla retroguardia.
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