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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro I, capitolo 37
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Nello stesso tempo questi messaggi venivano riferiti a Cesare e arrivavano ambasciatori dagli Edui e dai Treveri: gli Edui si lamentavano che gli Arudi, giunti da poco in Gallia, devastavano i loro territori: e che non erano riusciti a comprare la pace di Ariovisto nemmeno dando ostaggi; i Treveri poi riferivano che cento cantoni di Suebi si erano accampati sulle rive del Reno, con l'intenzione di attraversarlo; a comandarli erano i fratelli Nasua e Cimberio. Turbato profondamente da queste notizie, Cesare pensò di dover affrettarsi, perché se il nuovo contingente di Suebi si fosse unito alle vecchie truppe di Ariovisto, si sarebbe potuto resistere meno facilmente. Perciò, procuratosi il vettovagliamento il più rapidamente possibile, mosse con marce forzate contro Ariovisto.
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