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latino · Cesare
Cesare · De bello Gallico
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Gaio Giulio Cesare, generale e uomo politico romano del I secolo a.C., racconta nel De bello Gallico la conquista della Gallia condotta tra il 58 e il 51 a.C. In questo passo del primo libro, appena saputo che Ariovisto punta a occupare Vesonzio, la principale città dei Sequani, Cesare vi si dirige con marce forzate per anticiparlo. Il capitolo si sofferma sulla posizione naturale della città, quasi interamente cinta dal fiume Dubis e protetta da un monte, prima di raccontare come Cesare vi ponga un presidio.
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Essendo egli avanzato per il cammino di tre giorni, gli fu annunciato che Ariovisto con tutte le sue truppe si affrettava a occupare Vesonzio, la città più grande dei Sequani, e che aveva già percorso tre giorni di marcia dai propri confini. Perché ciò non accadesse, Cesare riteneva di doversi guardare con grande attenzione. Infatti in quella città vi era la massima disponibilità di tutte le cose che erano utili alla guerra, ed era fortificata dalla natura del luogo in modo tale da offrire una grande possibilità di condurre la guerra, poiché il fiume Dubis, quasi tracciato con un compasso, circonda quasi tutta la città. Il resto dello spazio, che non è più di milleseicento piedi, là dove il fiume si interrompe, lo occupa un monte di grande altezza, cosicché le pendici di questo monte toccano da entrambe le parti la riva del fiume. Un muro, costruito intorno a questo monte, forma una cittadella e la congiunge con la città. Verso questo luogo Cesare si dirige con grandi marce notturne e diurne e, occupata la città, vi colloca un presidio.
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01
I costrutti e le regole di questo passo. Apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
Ariovistum … contendere … processisseche Ariovisto si affrettava
Ariovistum è soggetto accusativo dei due infiniti contendere e processisse: dopo un verbo che riferisce una notizia, il latino usa l'infinito con il soggetto in accusativo.
Nel periodo 1.
Id ne accideretperché ciò non accadesse
Ne + congiuntivo (accideret) esprime lo scopo negativo dell'azione di Cesare: «perché ciò non accadesse».
Nel periodo 2.
sic … ut … daretin modo tale da offrire
Sic ... ut + congiuntivo (daret) esprime la conseguenza: la natura del luogo era tale da offrire questo vantaggio a chi vi si difendeva.
Nel periodo 3 · 2 volte in questo passo.
occupatoque oppidooccupata la città
Occupatoque oppido: participio perfetto passivo + nome in ablativo, esprime un'azione anteriore e conclusa, «una volta occupata la città».
Nel periodo 6.
02
Periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati. Il testo originale pulito è il primo blocco.
Cum tridui viam processisset, nuntiatum est ei Ariovistum cum suis omnibus copiis ad occupandum Vesontionem, quod est oppidon maximum Sequanorum, contendere triduique viam a suis finibus processisse. Id ne accideret, magnopere sibi praecavendum Caesar existimabat. Namque omnium rerum, quae ad bellum usui erant, summa erat in eo oppido facultas, idque natura loci sic muniebatur ut magnam ad ducendum bellum daret facultatem, propterea quod flumen Dubis, ut circino circumductum, paene totum oppidum cingit; reliquum spatium, quod est non amplius pedum mille sescentorum, qua flumen intermittit, mons continet magna altitudine, ita ut radices eius montis ex utraque parte ripae fluminis contingant. Hunc murus circumdatus arcem efficit et cum oppido coniungit. Huc Caesar magnis nocturnis diurnisque itineribus contendit occupatoque oppido ibi praesidium conlocat.
Essendo egli avanzato per il cammino di tre giorni, gli fu annunciato che Ariovisto con tutte le sue truppe si affrettava a occupare Vesonzio, la città più grande dei Sequani, e che aveva già percorso tre giorni di marcia dai propri confini.
Costrutti: Infinitiva (accusativo + infinito)
Perché ciò non accadesse, Cesare riteneva di doversi guardare con grande attenzione.
Costrutti: Proposizione finale negativa
Infatti in quella città vi era la massima disponibilità di tutte le cose che erano utili alla guerra, ed era fortificata dalla natura del luogo in modo tale da offrire una grande possibilità di condurre la guerra, poiché il fiume Dubis, quasi tracciato con un compasso, circonda quasi tutta la città.
Costrutti: Proposizione consecutiva
Il resto dello spazio, che non è più di milleseicento piedi, là dove il fiume si interrompe, lo occupa un monte di grande altezza, cosicché le pendici di questo monte toccano da entrambe le parti la riva del fiume.
Costrutti: Proposizione consecutiva
Un muro, costruito intorno a questo monte, forma una cittadella e la congiunge con la città.
Verso questo luogo Cesare si dirige con grandi marce notturne e diurne e, occupata la città, vi colloca un presidio.
Costrutti: Ablativo assoluto
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104 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
04
Si traduce «Essendo egli avanzato per il cammino di tre giorni, gli fu annunciato». Cesare, nel De bello Gallico, apre così il capitolo 38 del primo libro: un cum narrativo introduce la circostanza temporale, seguita dalla notizia riportata con nuntiatum est.
Perché, come racconta Cesare in De bello Gallico 1, 38, era la città più grande dei Sequani e disponeva di ogni risorsa utile alla guerra; la sua posizione naturale, quasi interamente circondata dal fiume Dubis, la rendeva anche facile da difendere.
Cesare osserva che il fiume Dubis circonda quasi per intero la città come tracciato con un compasso, mentre un monte scosceso chiude lo spazio restante; un muro unisce il monte alla città formando una vera cittadella naturale.
Lo stesso passo (Cesare raggiunge Vesonzio a marce forzate) lo trovi qui: