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latino · Cesare
Cesare · De Bello Gallico
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il passo appartiene al libro I del De bello gallico di Cesare, nel pieno della campagna contro gli Elvezi. Liscus, il vergobreto (magistrato supremo) degli Edui, rompe finalmente un lungo silenzio davanti a Cesare: rivela che alcuni notabili della sua gente, con discorsi sediziosi, spingono la plebe a non consegnare il grano promesso ai Romani, sperando di riguadagnare l'antico primato della Gallia. È l'antefatto diretto delle accuse a Dumnorige, che Cesare individuerà nel capitolo successivo.
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Allora finalmente Liscos, spinto dal discorso di Cesare, espone ciò che prima aveva taciuto: che ci sono non pochi, la cui autorità presso la plebe vale moltissimo, i quali privatamente possono più degli stessi magistrati. [2] Che costoro con discorsi sediziosi e malvagi distolgono la moltitudine, affinché non conferiscano il frumento che dovrebbero: [3] che ormai non possano ottenere il primato della Gallia, e sopportare più a lungo i domini dei Galli che quelli dei Romani, [4] e che non debbano dubitare che, se i Romani avranno sconfitto gli Elvezi, la libertà sarà tolta agli Edui insieme al resto della Gallia.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
oratione Caesaris adductus
→ spinto dal discorso di Cesare
Il participio 'adductus' è concordato con il soggetto 'Liscus' e ha valore causale, spiegando il motivo dell'azione principale.
Compare nel periodo 1.
Scheda completa: Participio congiuntoNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
esse non nullos
→ che ci sono non pochi
L'infinitiva funge da complemento oggetto del verbo 'proponit'. Il soggetto è 'nullos' (accusativo) e il predicato è 'esse' (infinito).
Compare nel periodo 1 · 3 volte in questo passo.
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quorum auctoritas apud plebem plurimum valeat
→ la cui autorità presso la plebe valga moltissimo
La proposizione relativa ha il verbo al congiuntivo ('valeat'), indicando un valore consecutivo o caratterizzante, non solo descrittivo.
Compare nel periodo 1.
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plus possint quam ipsi magistratus
→ possano più degli stessi magistrati
Costrutto comparativo introdotto da 'plus... quam' che confronta due elementi.
Compare nel periodo 1 · 2 volte in questo passo.
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ne frumentum conferant
→ affinché non conferiscano il frumento
Introdotta da 'ne' e con il verbo al congiuntivo ('conferant'), esprime lo scopo negativo dell'azione precedente.
Compare nel periodo 2.
Scheda completa: Proposizione finale negativaNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
quod debeant
→ che dovrebbero
La relativa ha il congiuntivo ('debeant') per attrazione modale, essendo inserita in una finale, o per indicare un dovere/obbligo.
Compare nel periodo 2.
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neque dubitare [debeant] quin ... sint erepturi
→ e che non debbano dubitare che ... sarà tolta
Dopo verbi di dubbio in forma negativa ('neque dubitare'), si usa 'quin' per introdurre una proposizione completiva con il congiuntivo.
Compare nel periodo 3.
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si Helvetios superaverint Romani, ... libertatem sint erepturi
→ se i Romani avranno sconfitto gli Elvezi, la libertà sarà tolta
La protasi ('si Helvetios superaverint Romani') è al futuro anteriore, indicando un'azione futura compiuta. L'apodosi ('libertatem sint erepturi') è una perifrastica attiva con valore di imminenza/passivo, anch'essa proiettata nel futuro.
Compare nel periodo 3.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
libertatem sint erepturi
→ la libertà sarà tolta
La perifrastica attiva (participio futuro + 'sum') esprime un'azione imminente o destinata a compiersi. Qui, in un contesto di dipendenza e con un complemento di termine ('Haeduis'), assume un significato passivo ('sarà tolta').
Compare nel periodo 3.
Scheda completa: Perifrastica attiva con valore passivoNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
[17] Tum demum Liscus oratione Caesaris adductus quod antea tacuerat proponit: esse non nullos, quorum auctoritas apud plebem plurimum valeat, qui privatim plus possint quam ipsi magistratus. [2] Hos seditiosa atque improba oratione multitudinem deterrere, ne frumentum conferant quod debeant: [3] iam principatum Galliae obtinere non possint, Gallorum quam Romanorum imperia perferre, [4] neque dubitare [debeant] quin, si Helvetios superaverint Romani, una cum reliqua Gallia Haeduis libertatem sint erepturi.
Allora finalmente Liscos, spinto dal discorso di Cesare, espone ciò che prima aveva taciuto: che ci sono non pochi, la cui autorità presso la plebe vale moltissimo, i quali privatamente possono più degli stessi magistrati.
Che costoro con discorsi sediziosi e malvagi distolgono la moltitudine, affinché non conferiscano il frumento che dovrebbero: che ormai non possano ottenere il primato della Gallia, e sopportare più a lungo i domini dei Galli che quelli dei Romani,
e che non debbano dubitare che, se i Romani avranno sconfitto gli Elvezi, la libertà sarà tolta agli Edui insieme al resto della Gallia.
53 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.