Caricamento…
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Sintassi del periodo · Latino
La subordinata che esprime lo scopo dell’azione principale: «andò a Roma affinché vedesse il console». Si costruisce con ut + congiuntivo (affirmativa) o ne + congiuntivo (negativa); il modo è SEMPRE il congiuntivo, governato dalla consecutio temporum.
da finis, «scopo, fine»: la subordinata che esprime il fine o lo scopo dell’azione principale.
Scheda di grammatica di Versia, a cura di Tommaso · Aggiornato il
Ut introduce lo scopo; il congiuntivo è obbligatorio; la consecutio temporum determina il tempo del congiuntivo.
Tocca una parola o un pezzo della formula: si accendono insieme.
Una resa, molte sfumature
Venne affinché vedesse il console. / Venne per vedere il console.
Fuggì affinché non fosse catturato. / Fuggì per non essere catturato.
Scrisse libri affinché si imparasse più facilmente.
Venne a Roma per vedere il console.
La proposizione finale esprime lo scopo o il fine dell’azione principale: risponde alla domanda «perché? con quale scopo?». In latino si costruisce con ut + congiuntivo (finale affirmativa) o ne + congiuntivo (finale negativa, «affinché non»). Il modo è SEMPRE il congiuntivo; il tempo è determinato dalla consecutio temporum. Quando il soggetto delle due proposizioni è lo stesso, in alternativa si usa spesso l’infinito con «ad + accusativo del gerundivo» o il supino in -um.
Detto anche:Proposizione finaleFinale latinaUt finaleNe finaleAffinché in latinoPerché in latino (scopo)
| Costruzione | Uso | Traduzione tipo |
|---|---|---|
| ut + congiuntivo | finale affirmativa (più comune) | affinché, perché, per + infinito |
| ne + congiuntivo | finale negativa | affinché non, per non + infinito |
| quo + cong. + comparativo | quando c’è un comparativo nella finale | affinché ... più |
| ad + gerundivo | stesso soggetto, alternativa alla finale | per + infinito |
| supino in -um | con verbi di moto, stesso soggetto | per + infinito |
Il modo nella proposizione finale è SEMPRE il congiuntivo (non l’indicativo). La consecutio temporum determina quale tempo: tempo principale → congiuntivo presente (contemporaneità) o perfetto (anteriorità); tempo storico → congiuntivo imperfetto (contemporaneità) o piuccheperfetto (anteriorità).
| Tempo della reggente | Contemporaneità (scopo attuale) | Anteriorità (raro nella finale) |
|---|---|---|
| Tempo principale (pres., fut., perf.) | ut + cong. presente | ut + cong. perfetto |
| Tempo storico (imperf., perf. narr., piuccheperf.) | ut + cong. imperfetto | ut + cong. piuccheperfetto |
Nella finale la contemporaneità è il caso più comune: lo scopo è parallelo all’azione principale, non anteriore ad essa.
Le spie che lo tradiscono nel testo: quando le vedi, è lui.
Ut o ne a inizio di subordinata + congiuntivo
Se ut + congiuntivo risponde alla domanda «con quale scopo? perché?» e non può essere parafrasato con «quando» o «sebbene», è una finale.
Legatos misit ut pacem peterent.
Ne + congiuntivo = finale negativa
«Ne» con il congiuntivo nella finale significa «affinché non». Non confondere con il ne proibitivo (comando negativo) o con ne interrogativo.
Fugit ne caperetur.
Quo + comparativo + congiuntivo
«Quo» sostituisce ut quando nella finale c’è un comparativo: «scripsit quo facilius disceretur» (affinché si imparasse più facilmente). È la forma speciale della finale con comparativo.
Libros scripsit quo facilius disceretur.
«ut» introduce subordinate molto diverse: il modo del verbo e certe spie nella reggente sciolgono il dubbio.
ut + congiuntivo, esprime lo scopo; alla forma negativa diventa «ne»
Finale: «affinché, per»
venit ut videret → venne per vedere
ut + congiuntivo, con una spia di intensità nella reggente (tam, ita, sic, tantus, adeo); negativa «ut non»
Consecutiva: «così... che»Vedi la scheda
tam fortis est ut omnes vincat → è così forte che li vince tutti
ut + congiuntivo dopo verbi di volontà, comando o richiesta (impero, rogo, hortor)
Completiva volitiva: «che»
impero ut taceas → ordino che tu taccia
ut + indicativo
Temporale o comparativa: «come, quando, appena»Vedi la scheda
ut Romam venit → appena giunse a Roma
Lo stesso costrutto rende in più modi: scegli la mossa secondo il rapporto logico.
Ut/ne + congiuntivo: «affinché» o «per + infinito»
La finale si traduce con «affinché» + congiuntivo oppure, se i soggetti coincidono e il registro lo permette, con «per + infinito». La seconda è più naturale in italiano.
Milites misit ut urbem defenderent.
Mandò soldati affinché difendessero la città. / Mandò soldati per difendere la città.
Finale negativa: «affinché non» o «per non»
Ne + congiuntivo si traduce con «affinché non + congiuntivo» oppure «per non + infinito».
Siluit ne audiret.
Tacque affinché non sentisse. / Tacque per non sentire.
Quo + comparativo: inserire «più» nella traduzione
Quo + congiuntivo + comparativo si traduce come una finale normale, inserendo il comparativo: «affinché ... più facilmente / più velocemente».
Legit quo melius intellegeret.
Lesse affinché capisse meglio.
Occorrenze vere dai testi della libreria, non inventate: ognuna già tradotta e analizzata.
… Menelaus, Atrei filii, cum ceteros duces ducerent ut Troiam oppugnarent , in insulam Ithacam ad Ulixem, Laertis …
per assediare Troia
Fabulae, 95aινα μη … ακουση
affinché Crono non udisse
Apollodoroινα … καταφλεγοιτο
affinché ... fosse arsa
ApollodoroHos seditiosa atque improba oratione multitudinem deterrere, ne frumentum conferant quod debeant: [3] iam principatum Galliae obtinere …
affinché non conferiscano il frumento
Cesare· De Bello Gallicone … dimittat
per non lasciarsi sfuggire
Cesare· De bello civiliTamen, ut spatium intercedere posset dum milites quos imperaverat convenirent, legatis respondit …
affinché potesse trascorrere il tempo
Cesare· De bello gallicone … obiciat
per non gettarlo stanco nella battaglia
Cesare· De bello civiliId ne accideret , magnopere sibi praecavendum Caesar existimabat.
perché ciò non accadesse
Cesare· De bello Gallicoeo consilio uti … intercluderet
con l'intento di tagliare a Cesare i rifornimenti
Cesare· De bello gallicout si vellet … deesset
affinché, se Ariovisto avesse voluto combattere, non gli mancasse la possibilità
Cesare· De bello gallicoὡς … γένηται … γένηται
affinché né...né...rimangano senza gloria
Erodoto· Storie… μάλιστα τὴν ψυχὴν ἀλγήσεις, τοῦτο ἀπόβαλε οὕτω ὅκως μηκέτι ἥξει ἐς ἀνθρώπους.
in modo che non torni mai più
Erodoto· Storieἵνα … ἔχῃς
affinché tu possa deliberare per te stesso ciò che è utile
Erodoto· Storieἵνα … γένηται
affinché i dodici anni gli toccassero
Erodoto· Storieοπως … εμπιπτωσιν
affinché... cadessero nelle reti
Esopout … agerentur
affinché riferissero a Pirro... tutto ciò che veniva fatto dai Romani
Eutropio· Breviariumut ipse … mitteretur
affinché egli stesso fosse inviato
Eutropio· Breviariumινα … αμφιγνοης εχης
affinché tu abbia
Isocrateινα πλουσιος … γενωμαι
per diventare ricco da povero
Lisia… αν αυτον οιμαι μετα Θεμιστοκλεους πολιτευομενον προσποιεισθαι πραττειν οπως οικοδομηθησεται τα τειχη, οποτε και μετα Θηραμενους οπως …
adoperarsi affinché le mura fossero costruite
Lisiaινα … αναπραξητη
affinché poteste esigere
Lisiaut … continuarentur
affinché non si unissero
Livio· Ab urbe conditaquo … possit
perché si possa comprendere più facilmente
Nepote· De excellentibus ducibus exterarum gentium… ideo iam dudum nihil super illum posui, ne genesim meam premerem .
per non schiacciare il mio oroscopo
Petronio· SatyriconNe … imponat
perché non ti inganni
Plinio il Giovane· Epistulaeut … videaris
che tu sembri aver ascoltato tutti di persona
Plinio il Giovane· Epistulaene … incipiat
affinché non incominci tardi
Quintiliano· Institutio oratoriane … oderit … reformidet
che non odi e non tema
Quintiliano· Institutio oratoriaut … ducatur
affinché lo stilo venga guidato
Quintiliano· Institutio oratoriaut inveniant … intellegant
affinché trovino e capiscano da soli
Quintiliano· Institutio oratoriaDifficiliora enim debent esse quae exercent quo sit levius ipsum illud in quod exercent, ut athletae …
affinché sia più leggero
Quintiliano· Institutio oratoriaut … crederetur
perché si credesse superiore alla fortuna
Tacito· Historiaequo pluribus … insisteret
affinché potesse contare su un maggior numero di sostegni
Tacito· Annales… in publicum egressus, idque velata parte oris, ne satiaret adspectum , vel quia sic decebat.
affinché non saziasse lo sguardo
Tacito· Annalesτου μη … ζητησαι
affinché nessuno debba mai chiedersi
Tucidideut castellis vigiliisque … essent
Cesare· De bello civiliινα … εχωσιν
IsocrateL’app Versia, in arrivo
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Il modo nella proposizione finale è SEMPRE il congiuntivo, non l’indicativo.
Tradurre la finale con ut + indicativo: «venit ut consulem videt» è scorretto: ut + indicativo ha valore dichiarativo o comparativo, non finale.
La finale negativa usa ne, non ut non.
Scrivere «ut non» invece di «ne» nella finale negativa. «Ut non» si usa nelle consecutive, non nelle finali. La finale negativa è sempre «ne + congiuntivo».
La consecutio temporum governa il tempo del congiuntivo: tempo storico → congiuntivo imperfetto per contemporaneità.
Usare il congiuntivo presente dopo una reggente al passato: «misit ut videat» (sbagliato: reggente al perfectum, storico → serve il congiuntivo imperfetto «ut videret»).
Fugit ne caperetur (corretto)
Fugit ut non caperetur (finale negativa errata)
Fugit ne caperetur (finale negativa corretta)
La proposizione finale si forma con ut + congiuntivo (affirmativa) o ne + congiuntivo (negativa). Il modo è sempre il congiuntivo, il cui tempo è determinato dalla consecutio temporum: dopo un tempo principale (presente, futuro, perfetto logico) si usa il congiuntivo presente; dopo un tempo storico (imperfetto, perfetto narrativo, piuccheperfetto) si usa il congiuntivo imperfetto. Esempio: «venit ut videret» (tempo storico → congiuntivo imperfetto).
Le traduzioni principali sono: (1) «affinché + congiuntivo» (formale e preciso); (2) «perché + congiuntivo» (nel senso di scopo, non causa); (3) «per + infinito» quando i soggetti coincidono (più naturale in italiano). La finale negativa (ne) si traduce con «affinché non» o «per non».
Ut finale introduce uno scopo («venit ut videret» = venne PER vedere): la subordinata risponde a «con quale scopo?» e il congiuntivo è obbligatorio. Ut consecutivo introduce una conseguenza («tam sapienter dixit ut omnes audirent» = parlò così saggiamente che tutti ascoltavano): la subordinata risponde a «con quale risultato?» e di solito è preceduta da tam, ita, sic nella reggente. Differenza pratica: la finale indica intenzione; la consecutiva indica un risultato oggettivo.
Quo (con il congiuntivo) sostituisce ut quando nella proposizione finale c’è un comparativo: «libros scripsit quo facilius disceretur» (= affinché si imparasse più facilmente). Questo è un fenomeno regolare, non un’eccezione: la congiunzione quo è formalmente un ablativo dello scopo («con ciò che») e si combina naturalmente con i comparativi.