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Sintassi del periodo · Latino
La subordinata che esprime lo scopo, introdotta da ut (negativa ne) con il congiuntivo: «venio ut discam», «vengo per imparare».
da finis, «scopo»: la subordinata che dice a quale fine.
Venio .
La finale dice lo SCOPO dell’azione: ut o ne con il congiuntivo. Il congiuntivo presenta l’azione come voluta, non come fatto reale.
Tocca una parola o un pezzo della formula: si accendono insieme.
Una resa, molte sfumature
per imparare
per non sbagliare
affinché tu mi veda
La proposizione finale esprime lo scopo dell’azione della reggente. È introdotta da ut, oppure da ne nella forma negativa, e vuole sempre il congiuntivo: presente se la reggente è al presente o al futuro, imperfetto se è al passato (consecutio). Il congiuntivo presenta l’azione come voluta, non come un fatto.
Detto anche:Proposizione finaleSubordinata finaleFinale con ut e neProposizione finale latina
Le spie che lo tradiscono nel testo: quando le vedi, è lui.
ut (o ne) + congiuntivo dopo un verbo di scopo
Spesso dopo verbi di movimento, di sforzo, di dare o mandare: la subordinata dice a quale fine.
Edo ut vivam.
ne introduce la finale negativa
ne con il congiuntivo vale «affinché non, per non».
Solo congiuntivo presente o imperfetto
Per la consecutio: presente dopo reggente principale, imperfetto dopo reggente storica.
Lo stesso costrutto rende in più modi: scegli la mossa secondo il rapporto logico.
«per» + infinito (stesso soggetto)
Quando il soggetto della finale è lo stesso della reggente.
Venio ut te videam.
Vengo per vederti.
«affinché» (soggetto diverso)
Quando il soggetto della finale è diverso da quello della reggente.
Venio ut me videas.
Vengo affinché tu mi veda.
«per non, affinché non»
Per la finale negativa con ne.
Tace ne erres.
Taci per non sbagliare.
Occorrenze vere dai testi della libreria, non inventate: ognuna già tradotta e analizzata.
… ideo iam dudum nihil super illum posui, ne genesim meam premerem .
per non schiacciare il mio oroscopo
Petronio· SatyriconNe … imponat
perché non ti inganni
Plinio il Giovane· Epistulaeut … videaris
che tu sembri aver ascoltato tutti di persona
Plinio il Giovane· Epistulaene … incipiat
affinché non incominci tardi
Quintiliano· Institutio oratoriane … oderit … reformidet
che non odi e non tema
Quintiliano· Institutio oratoriaut … ducatur
affinché lo stilo venga guidato
Quintiliano· Institutio oratoriaut inveniant … intellegant
affinché trovino e capiscano da soli
Quintiliano· Institutio oratoriaDifficiliora enim debent esse quae exercent quo sit levius ipsum illud in quod exercent, ut athletae …
affinché sia più leggero
Quintiliano· Institutio oratoriaut … crederetur
perché si credesse superiore alla fortuna
Tacito· Historiaequo pluribus … insisteret
affinché potesse contare su un maggior numero di sostegni
Tacito· Annales… in publicum egressus, idque velata parte oris, ne satiaret adspectum , vel quia sic decebat.
affinché non saziasse lo sguardo
Tacito· AnnalesCon l’app Versia
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Affianca la resa giusta e la trappola: passa il mouse per vedere la differenza.
ut + congiuntivo dopo un verbo di scopo è finale: «per, affinché».
Tradurre ut + congiuntivo finale come «come» o «che».
ne introduce la finale negativa: «per non, affinché non».
Leggere ne come una semplice negazione «non».
Se i soggetti coincidono, rendi con «per» + infinito.
Usare sempre «affinché».
Pugnamus ut patriam defendamus.
Combattiamo come difendiamo la patria.
Combattiamo per difendere la patria.
È una subordinata che esprime lo scopo dell’azione della reggente. È introdotta da ut (negativa ne) con il congiuntivo e risponde alla domanda «a quale fine?».
Con «per» + infinito quando il soggetto è lo stesso della reggente, con «affinché» + congiuntivo quando è diverso. La forma negativa con ne si rende «per non, affinché non».
Entrambe usano ut + congiuntivo, ma la finale esprime lo scopo (negativa ne) e la consecutiva la conseguenza (negativa ut non). Spesso nella reggente della consecutiva c’è un antecedente come ita, tam, sic.