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Sintassi del periodo · Latino
La domanda riportata in forma di subordinata: «mi chiese se fossi stanco» (non «mi chiese: sei stanco?»). Il modo è SEMPRE il congiuntivo; il tempo segue la consecutio temporum.
da interrogare, «chiedere»: la domanda riportata in forma di subordinata (non diretta).
Scheda di grammatica di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Rogavit
Rogavit (verbo di chiedere) governa l’interrogativa indiretta; num introduce la domanda con aspettativa negativa; il congiuntivo è obbligatorio.
Tocca una parola o un pezzo della formula: si accendono insieme.
Una resa, molte sfumature
Chiese se Cesare fosse venuto (aspettandosi «no»).
Chiese se Cesare non fosse venuto (aspettandosi «sì»).
Chiese se vincesse Cesare o Pompeo.
Non so chi tu sia.
L’interrogativa indiretta è una subordinata che riporta una domanda in forma dipendente da verbi come rogo, quaero, scio, nescio, miror, dubito. A differenza dell’interrogativa diretta (punteggiatura col punto interrogativo, modo indicativo), l’interrogativa indiretta usa SEMPRE il congiuntivo, governato dalla consecutio temporum. Le particelle interrogative principali sono: num (aspetta risposta negativa), nonne (aspetta risposta affermativa), utrum...an o an (doppia alternativa).
Detto anche:Interrogativa indirettaDomanda indiretta in latinoNumNonneUtrum anCongiuntivo interrogativa
| Particella | Aspettativa | Traduzione tipo | Esempio |
|---|---|---|---|
| num | risposta negativa («no») | se (con attesa negativa) | rogavit num venisset = chiese se fosse venuto (no atteso) |
| nonne | risposta affermativa («sì») | se non | rogavit nonne venisset = chiese se non fosse venuto (sì atteso) |
| utrum...an | alternativa (o...o) | se...o | rogavit utrum Caesar an Pompeius vinceret |
| an | alternativa semplice o «forse» | se, forse | dubito an veniat = dubito se venga / forse viene |
Nelle interrogative indirette introdotte da pronomi o avverbi interrogativi (quis, qui, ubi, quando, quo modo, cur...) non serve una particella: la parola stessa è l’introduttore.
| Tempo della reggente | Contemporaneità | Anteriorità | Posteriorità |
|---|---|---|---|
| Tempo principale (pres./fut.) | cong. presente | cong. perfetto | perifrasi: futuro attivo + sim |
| Tempo storico (imperf./perf./piucchepf.) | cong. imperfetto | cong. piuccheperfetto | perifrasi: futuro attivo + essem |
La posteriorità nell’interrogativa indiretta usa la perifrasi «futuro attivo del participio + sim/essem» (participio in -urus + esse). Esempio: rogavit quid facturus esset = chiese cosa avrebbe fatto.
Le spie che lo tradiscono nel testo: quando le vedi, è lui.
Verbo di dicendi/sentiendi/volendi + subordinata col congiuntivo
Verbi come rogo («chiedo»), quaero («cerco di sapere»), scio/nescio («so/non so»), miror («mi meraviglio»), dubito («dubito») governano l’interrogativa indiretta con il congiuntivo.
Nescio quis sis.
Num, nonne, utrum...an come prima parola della subordinata
«Num» e «nonne» aprono l’interrogativa indiretta di risposta sì/no. «Utrum...an» apre la doppia alternativa. I pronomi interrogativi (quis, qui) e gli avverbi (ubi, quando, cur) fungono da introduttori senza particella aggiuntiva.
Rogavit num Caesar venisset.
Congiuntivo (non indicativo) nel verbo della subordinata
Se la domanda riportata ha il congiuntivo, è indiretta. Se ha l’indicativo, non è un’interrogativa indiretta latina standard (potrebbe essere un errore o una variante tarda).
Rogavit quid fecisset. (cong. piucchepf. = anteriorità in contesto storico)
Lo stesso costrutto rende in più modi: scegli la mossa secondo il rapporto logico.
Num/nonne + congiuntivo: «chiese se»
La traduzione base è «chiese se + congiuntivo/condizionale». Num si traduce con «se» (aspettativa negativa spesso implicita); nonne si traduce con «se non» o «se per caso».
Rogavit num Caesar advenisset.
Chiese se Cesare fosse arrivato.
Quis, ubi, cur + congiuntivo: pronomi/avverbi interrogativi
Quando l’interrogativa indiretta è introdotta da un pronome o avverbio interrogativo, si traduce con lo stesso pronome/avverbio in italiano + congiuntivo o condizionale.
Nescio ubi Caesar sit.
Non so dove si trovi Cesare.
Posteriorità: perifrasi futurante
Per la posteriorità (azione futura rispetto alla subordinata) si usa il participio futuro in -urus + sim/essem. In italiano si rende col condizionale.
Rogavit quid facturus esset.
Chiese cosa avrebbe fatto.
Occorrenze vere dai testi della libreria, non inventate: ognuna già tradotta e analizzata.
Hinc quemadmodum ratiocinari didicisset, deinque dispensator factus esset , omnia diligenter curiosus pictor cum inscriptione …
come avesse imparato a fare i conti e poi fosse diventato amministratore
Petronio· SatyriconInterrogare ergo atriensem coepi, quas in medio picturas haberent .
quali dipinti avessero al centro
Petronio· Satyriconἥντινα … εὕροι
quale salvezza trovare per l'uomo
Platone· Protagoraοἵα … ἂν εἴη
come potrebbe avvenire
Platone· Repubblicaαἰσθάνοιτο ὁ
se avvertisse qualcosa
Platone· Fedoneforte … an … darentur
per fortuna e per caso ... o per volere di qualche divinità venissero dati
Plinio il Giovane· Panegyricusquid … quid … commodius
che cosa tu e che cosa l'autore abbiate reso meglio
Plinio il Giovane· Epistulaequantum … habeam
quanta autorità abbia presso di loro
Plinio il Giovane· Epistulaequid … quid
ciò che le sue orecchie possono sopportare... ciò che si debba alle virtù
Plinio il Giovane· Panegyricusinterrogavitque a quo … diceret
da parte di chi dicesse di averlo cercato
Plinio il Vecchio· Naturalis historiaquem … putem … dicam
quale utilità io ritenga ... lo dirò
Quintiliano· Institutio oratoriascire qua … sit … usus
sapere con quale metodo abbia agito
Quintiliano· Institutio oratoriaqui … coluerint
chi abbia abitato
Tacito· Agricolaquos … adscribatis
perché li attribuiate
Tacito· Dialogus de oratoribusCon l’app Versia
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L’interrogativa indiretta usa SEMPRE il congiuntivo, mai l’indicativo.
Usare l’indicativo nell’interrogativa indiretta: «rogavit num Caesar venit» (sbagliato) al posto di «rogavit num Caesar venisset».
Num aspetta risposta negativa; nonne aspetta risposta affermativa. Non vanno confuse.
Confondere num e nonne: «rogavit num Caesar venisset» (chi chiede si aspetta «no») vs «rogavit nonne Caesar venisset» (chi chiede si aspetta «sì»).
La posteriorità nell’interrogativa indiretta usa la perifrasi participio futuro + sim/essem, non il futuro indicativo.
Usare il futuro indicativo nella subordinata: «rogavit quid faciet» (indicativo futuro: sbagliato in subordinata indiretta classica).
Rogavit nonne Caesar venisset. (si aspetta «sì»)
Rogavit num Caesar venisset. (se usato per aspettare «sì», è sbagliato)
Rogavit nonne Caesar venisset. (aspettativa positiva)
È la domanda riportata in forma subordinata, dipendente da verbi di chiedere, sapere, dubitare. A differenza dell’interrogativa diretta (con il punto interrogativo e l’indicativo), usa sempre il congiuntivo e segue la consecutio temporum. Esempio: diretta «Caesar venit?» → indiretta «rogavit num Caesar venisset».
Num introduce una domanda con aspettativa negativa: chi chiede si aspetta «no» come risposta. Nonne introduce una domanda con aspettativa affermativa: chi chiede si aspetta «sì». Entrambe si traducono con «se», ma la sfumatura è diversa. Attenzione: nelle domande dirette, num = «forse (no)», nonne = «forse (sì)»; nelle indirette la logica è la stessa.
Il congiuntivo è obbligatorio nell’interrogativa indiretta latina. Il tempo segue la consecutio temporum: dopo un tempo principale (presente, futuro) si usa il congiuntivo presente (contemporaneità) o perfetto (anteriorità); dopo un tempo storico (imperfetto, perfetto narrativo, piuccheperfetto) si usa il congiuntivo imperfetto (contemporaneità) o piuccheperfetto (anteriorità). Per la posteriorità si usa la perifrasi con il participio futuro.
Le traduzioni principali: (1) «chiese SE + congiuntivo» per num/nonne; (2) «chiese COSA/CHI/DOVE + congiuntivo» per le interrogative con pronome o avverbio; (3) condizionale invece del congiuntivo se l’italiano preferisce il condizionale nel contesto (es. «chiese cosa avrebbe fatto»). Il registro è spesso formale; in italiano corrente il congiuntivo può essere sostituito dal condizionale.