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Sintassi del periodo · Latino
La completiva latina con il verbo all’infinito e il soggetto in accusativo, retta da verbi di dire, pensare, sapere e percepire.
in latino accusativus cum infinitivo: accusativo (soggetto) più infinito (verbo).
Scio .
Soggetto in accusativo più verbo all’infinito: è il marchio dell’infinitiva (accusativus cum infinitivo).
Tocca una parola o un pezzo della formula: si accendono insieme.
Una resa, molte sfumature
So che Cesare viene.
So che Cesare è venuto.
So che Cesare verrà.
La proposizione infinitiva è una subordinata completiva: in latino ha il verbo all’infinito e il soggetto in accusativo (accusativus cum infinitivo). È retta dai verba dicendi, sentiendi e putandi, cioè i verbi di dire, sapere e pensare, e in italiano si rende quasi sempre con «che» + indicativo.
Detto anche:Accusativo con l’infinitoAccusativus cum infinitivo (A.C.I.)Infinitiva oggettiva e soggettivaProposizioni infinitive
Le spie che lo tradiscono nel testo: quando le vedi, è lui.
Un verbo reggente di dire, pensare, sapere o percepire
scio, dico, puto, video, audio… annunciano spesso un’infinitiva.
Dico Caesarem venire.
Un accusativo più un infinito
L’accusativo è il soggetto dell’infinitiva, non l’oggetto della reggente: è la trappola più comune.
Puto Romam esse pulchram.
Nessun «che» in latino
Il latino non usa quod o ut: il «che» italiano lo aggiungi tu nella traduzione.
Lo stesso costrutto rende in più modi: scegli la mossa secondo il rapporto logico.
Rendi con «che» + indicativo
È la resa naturale in italiano.
Scio Caesarem venire.
So che Cesare viene.
Rendi l’accusativo come soggetto
Sempre: l’accusativo è il soggetto della subordinata.
Video puerum currere.
Vedo che il bambino corre.
Rispetta il tempo dell’infinito
L’infinito segnala il rapporto con la reggente.
Scio Caesarem venisse.
So che Cesare è venuto.
Occorrenze vere dai testi della libreria, non inventate: ognuna già tradotta e analizzata.
venditare … dicitur
si dice che un tuo amico stia vendendo
C. Plinius… et pyxis aurea non pusilla, in qua barbam ipsius conditam esse dicebant.
che la barba dello stesso fosse conservata
Petronio· Satyriconmultos videmus … sumpsisse quosque … antecessisse
vediamo che molti hanno assunto... e che coloro che... li hanno superati
Plinio il Giovane· Epistulaeperpetuam … esse concordiam
che la concordia sarà perpetua e sempre crescente
Plinio il Giovane· Epistulaemanifestum est … naturam defecisse … curam
è evidente che non è venuta meno la natura ma la cura
Quintiliano· Institutio oratoriaausim dicere … conlaturum
oserei dire che gioverà di più
Quintiliano· Institutio oratoriaGallos … occupasse
che i Galli abbiano occupato
Tacito· AgricolaCon l’app Versia
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Affianca la resa giusta e la trappola: passa il mouse per vedere la differenza.
Rendi l’accusativo come soggetto della subordinata.
Tradurre l’accusativo come oggetto della reggente.
Guarda il tempo dell’infinito per il rapporto.
Ignorare presente, perfetto o futuro dell’infinito.
Aggiungi tu il «che»: in latino non c’è.
Cercare un quod o un ut che non esiste.
Scio Caesarem venire.
Conosco Cesare che viene.
So che Cesare viene.
È una subordinata completiva latina con il verbo all’infinito e il soggetto in accusativo (accusativus cum infinitivo), retta da verbi di dire, pensare, sapere, percepire e volere.
Cerca un verbo reggente di percezione o dichiarazione, poi un accusativo seguito da un infinito: quell’accusativo è il soggetto dell’infinitiva.
Quasi sempre con «che» + indicativo, rendendo l’accusativo come soggetto e rispettando il tempo dell’infinito (presente, perfetto o futuro) per il rapporto con la reggente.
È la regola del costrutto accusativus cum infinitivo: in latino il soggetto della completiva all’infinito si esprime in accusativo, mentre il «che» italiano non si traduce.