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Sintassi del periodo · Latino
La subordinata che concede una premessa avversa senza che la reggente cambi: «sebbene fosse stanco, continuò a marciare». Tre costruzioni possibili: cum + congiuntivo, quamquam + indicativo, quamvis + congiuntivo.
da concedere, «ammettere, cedere a»: la subordinata che «cede» una premessa senza che questa cambi la conclusione.
Scheda di grammatica di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
iter facere non destitit.
Cum concede la premessa avversa; il congiuntivo segnala subordinazione; tamen nella reggente riprende il filo «nonostante ciò».
Tocca una parola o un pezzo della formula: si accendono insieme.
Una resa, molte sfumature
Sebbene Cesare fosse stanco, non smise di marciare.
Benché fosse stanco (e lo era davvero), continuava a marciare.
Per quanto fosse stanco, non si fermò.
Sebbene i nemici fossero presenti, tuttavia non fuggirono.
La proposizione concessiva esprime una circostanza avversa che non impedisce il verificarsi dell’azione principale: «sebbene, benché, nonostante che». In latino si costruisce in tre modi: (1) cum + congiuntivo (cum concessivum), che segue la consecutio temporum; (2) quamquam + indicativo, che sottolinea la realtà del fatto concesso; (3) quamvis + congiuntivo, che ammette una concessione senza precisare il grado («per quanto»). La reggente spesso ha «tamen» in correlazione.
Detto anche:Proposizione concessivaConcessiva latinaCum concessivoQuamquamQuamvisSebbene in latino
| Congiunzione | Modo | Sfumatura | Traduzione tipo |
|---|---|---|---|
| cum concessivum | Congiuntivo (consecutio) | soggettività/narrative | sebbene, benché |
| quamquam | Indicativo | realtà del fatto concesso | benché, quantunque |
| quamvis | Congiuntivo (pres./imperf.) | concessione indefinita | per quanto, comunque |
| etsi, etiamsi, tametsi | Indicativo o congiuntivo | come quamquam / ipotetica | anche se, sebbene |
Tamen («tuttavia, nondimeno») nella reggente è il correlativo tipico della concessiva; la sua presenza aiuta a riconoscere la subordinata.
Le spie che lo tradiscono nel testo: quando le vedi, è lui.
Cum + congiuntivo senza valore temporale → cum concessivum
Se il cum + congiuntivo non esprime tempo né causa ma si può parafrasare con «sebbene», è una concessiva. Il tamen nella reggente è la spia più forte.
Cum defessus esset, tamen non destitit.
Quamquam / quamvis all’inizio della subordinata
Quamquam governa l’indicativo (fatto reale); quamvis governa il congiuntivo (fatto ammesso). Entrambe si traducono con «sebbene/benché/per quanto».
Quamquam defessus erat, iter faciebat.
Tamen nella reggente
«Tamen» («tuttavia, nondimeno») segnala che la reggente vale nonostante la concessiva: è il correlativo canonico e aiuta a riconoscere l’intera costruzione.
Cum multa peteret, tamen nihil accepit.
Lo stesso costrutto rende in più modi: scegli la mossa secondo il rapporto logico.
Cum concessivum: «sebbene» + congiuntivo → trapassato/imperfetto indicativo
Tradurre il congiuntivo con il modo corrispondente in italiano: congiuntivo imperfetto → «sebbene fosse/stesse»; congiuntivo piuccheperfetto → «sebbene avesse + participio passato».
Cum Caesar defessus esset, tamen non cessavit.
Sebbene Cesare fosse stanco, tuttavia non si fermò.
Quamquam: «benché» + indicativo → indicativo italiano (realtà)
Quamquam sottolinea che il fatto concesso è reale; la traduzione italiana può usare l’indicativo o il congiuntivo a seconda del registro.
Quamquam hostes aderant, non fugerunt.
Benché i nemici fossero presenti (e lo erano), non fuggirono.
Quamvis: «per quanto» + congiuntivo → ammissione indefinita
Quamvis introduce una concessione senza precisarne il grado; si traduce con «per quanto», «comunque», «anche se» + congiuntivo.
Quamvis dives esses, nihil dabas.
Per quanto fossi ricco, non davi nulla.
Occorrenze vere dai testi della libreria, non inventate: ognuna già tradotta e analizzata.
… istam luxuriae et sordium novam societatem; quae cum sint turpissima discreta ac separata, turpius iunguntur.
pur essendo turpissime
Plinio il Giovane· Epistulaelicet … sit
anche se è un vizio
Quintiliano· Institutio oratoriaut … taceam
per tacere di
Quintiliano· Institutio oratoriaquamquam … terruerit … potitus sit
sebbene avesse terrorizzato gli abitanti…
Tacito· Agricolacum … consentiant
dal momento che concordano nella sostanza
Tacito· Dialogus de oratoribusCon l’app Versia
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Cum concessivum governa il CONGIUNTIVO, non l’indicativo.
Usare l’indicativo con cum concessivum: «cum Caesar defessus erat» (sbagliato per concessiva); solo quamquam governa l’indicativo.
Quamquam governa l’indicativo (fatto reale), quamvis governa il congiuntivo (fatto ammesso).
Scambiare quamquam (indicativo) con quamvis (congiuntivo): «quamquam defessus esset» è possibile ma insolito; «quamvis defessus erat» è scorretto.
La concessiva si distingue dalla causale cum + congiuntivo dal contesto e spesso dal tamen nella reggente.
Tradurre cum + congiuntivo sempre come causale («poiché») senza controllare se nella reggente c’è tamen o se il senso è avversativo.
Cum hostes adessent, tamen non fugerunt.
Poiché i nemici erano presenti, tuttavia non fuggirono. (contraddizione)
Sebbene i nemici fossero presenti, tuttavia non fuggirono.
Esistono tre costruzioni principali: (1) cum + congiuntivo (cum concessivum), seguendo la consecutio temporum, tradotto con «sebbene/benché»; (2) quamquam + indicativo, quando si vuole sottolineare la realtà del fatto concesso; (3) quamvis + congiuntivo, per una concessione indefinita («per quanto, comunque»). La reggente ha spesso tamen («tuttavia») come correlativo.
Quamquam governa l’indicativo e afferma che il fatto concesso è reale («benché, e lo era davvero»). Quamvis governa il congiuntivo e ammette la concessione senza precisarne il grado («per quanto, comunque sia»). Entrambe si traducono con «sebbene/benché», ma la scelta tra indicativo e congiuntivo segnala la diversa prospettiva del parlante.
Il segnale più forte è la presenza di tamen («tuttavia, nondimeno») nella reggente: la costruzione cum + congiuntivo + tamen è quasi sempre una concessiva. Secondariamente, il senso è avversativo: la subordinata introduce un ostacolo che non impedisce l’azione principale. Differisce dalla cum causale (senza tamen, il senso è «poiché») e dalla cum temporale (il senso è puramente temporale).
Le congiunzioni principali sono «sebbene», «benché», «nonostante che», «per quanto», «quantunque» + congiuntivo. In alternativa si può usare una forma nominale: «nonostante essere stanco» o il costrutto con participio. Il tamen della reggente si traduce di solito con «tuttavia, nondimeno, eppure».