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latino · Cesare
Cesare
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Nel De bello civili Cesare narra la guerra contro Pompeo e il senato repubblicano. In questo celebre passo del terzo libro racconta il momento decisivo della battaglia di Farsalo, quando i pompeiani in fuga si rifugiano nell'accampamento, ma Cesare, colto l'attimo, lancia l'assalto finale. La resistenza dei difensori crolla e i superstiti si disperdono sui monti vicini.
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Cesare, essendo stati i pompeiani ricacciati dalla fuga dentro il vallo, ritenendo che non si dovesse concedere alcuna tregua agli uomini atterriti, esortò i soldati a sfruttare il favore della sorte e ad assalire l'accampamento. Costoro, benché sfiniti dal gran caldo (infatti l'azione si era protratta fino a mezzogiorno), tuttavia, pronti nell'animo a ogni fatica, obbedirono all'ordine. L'accampamento era difeso con impegno dalle coorti che vi erano state lasciate di presidio, e ancora più aspramente dagli ausiliari traci e barbari. Infatti i soldati che erano fuggiti dalla battaglia, atterriti nell'animo e sfiniti dalla stanchezza, gettate per lo più le armi e le insegne militari, pensavano più alla fuga ulteriore che alla difesa dell'accampamento. E in verità quelli che si erano fermati sul vallo non poterono resistere più a lungo alla massa dei proiettili, ma, sfiniti dalle ferite, abbandonarono la posizione, e subito tutti, presi come guide i centurioni e i tribuni militari, si rifugiarono sui monti altissimi che confinavano con l'accampamento.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
Pompeianis … compulsis
→ essendo stati i pompeiani ricacciati... dentro il vallo
Participio perfetto passivo (compulsis) concordato con Pompeianis: esprime la causa antecedente all'assalto di Cesare.
Compare nel periodo 1 · 3 volte in questo passo.
Scheda completa: Ablativo assolutoNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
etsi … fatigati
→ benché sfiniti dal gran caldo
Etsi + participio fatigati introduce la concessione: nonostante la stanchezza per il caldo, i soldati obbediscono.
Compare nel periodo 2.
Scheda completa: Proposizione concessivaNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
quae … relictae
→ che vi erano state lasciate di presidio
Quae introduce la relativa riferita a cohortibus: precisa che quelle coorti erano state lasciate a guardia del campo.
Compare nel periodo 3.
Scheda completa: Proposizione relativaNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Caesar, Pompeianis ex fuga intra vallum compulsis, nullum spatium perterritis dari oportere existimans, milites cohortatus est, ut beneficio fortunae uterentur castraque oppugnarent. Qui, etsi magno aestu fatigati (nam ad meridiem res erat perducta), tamen ad omnem laborem animo parati imperio paruerunt. Castra a cohortibus, quae ibi praesidio erant relictae, industrie defendebantur, multo etiam acrius a Thracibus barbarisque auxiliis. Nam qui acie refugerant milites, et animo perterriti et lassitudine confecti, missis plerique armis signisque militaribus, magis de reliqua fuga quam de castrorum defensione cogitabant. Neque vero diutius, qui in vallo constiterant, multitudinem telorum sustinere potuerunt, sed confecti vulneribus locum reliquerunt, protinusque omnes, ducibus usi centurionibus tribunisque militum, in altissimos montes, qui ad castra pertinebant, confugerunt.
Cesare, essendo stati i pompeiani ricacciati dalla fuga dentro il vallo, ritenendo che non si dovesse concedere alcuna tregua agli uomini atterriti, esortò i soldati a sfruttare il favore della sorte e ad assalire l'accampamento.
Costoro, benché sfiniti dal gran caldo (infatti l'azione si era protratta fino a mezzogiorno), tuttavia, pronti nell'animo a ogni fatica, obbedirono all'ordine.
L'accampamento era difeso con impegno dalle coorti che vi erano state lasciate di presidio, e ancora più aspramente dagli ausiliari traci e barbari.
Infatti i soldati che erano fuggiti dalla battaglia, atterriti nell'animo e sfiniti dalla stanchezza, gettate per lo più le armi e le insegne militari, pensavano più alla fuga ulteriore che alla difesa dell'accampamento.
E in verità quelli che si erano fermati sul vallo non poterono resistere più a lungo alla massa dei proiettili, ma, sfiniti dalle ferite, abbandonarono la posizione, e subito tutti, presi come guide i centurioni e i tribuni militari, si rifugiarono sui monti altissimi che confinavano con l'accampamento.
99 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
Si traduce «Cesare, essendo stati i pompeiani ricacciati dalla fuga dentro il vallo». È l'inizio del racconto dell'assalto finale al campo di Pompeo nella battaglia di Farsalo, nel terzo libro del De bello civili di Cesare.
Cesare ritiene che ai nemici in fuga non vada concessa alcuna tregua: per questo esorta i soldati a sfruttare subito il favore della sorte e ad attaccare le difese del campo prima che i pompeiani si riorganizzino.
Nonostante la resistenza delle coorti e degli ausiliari traci, i difensori, sfiniti e privi di armi, abbandonano il vallo: i superstiti, guidati dai centurioni e dai tribuni, si rifugiano sui monti vicini al campo.
Lo stesso passo (La battaglia di Farsàlo) lo trovi qui: