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latino · Cesare
Cesare · De bello gallico
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Dopo un momento di sfiducia nell'esercito, Cesare pronuncia un discorso che ribalta completamente il morale dei soldati. Nel De bello gallico questo passo racconta come la decima legione e le altre legioni si affrettino a scusarsi e a dichiararsi pronte alla guerra contro Ariovisto.
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Tenuto questo discorso, gli animi di tutti cambiarono in modo straordinario e nacque somma prontezza e desiderio di combattere, e la decima legione fu la prima a rendergli grazie, tramite i tribuni militari, perché aveva dato di lei un giudizio ottimo, e assicurò di essere prontissima a fare la guerra. Poi le restanti legioni, tramite i tribuni militari e i centurioni dei primi ranghi, si adoperarono per scusarsi con Cesare: dicevano di non aver mai dubitato né temuto, e di aver ritenuto che il giudizio sull'esito complessivo della guerra non spettasse a loro ma al comandante. Accettate le loro scuse e individuato un percorso tramite Diviciaco, poiché tra i Galli era colui in cui aveva massima fiducia, affinché conducesse l'esercito per un giro di più di cinquanta miglia per luoghi aperti, partì verso la quarta vigilia, come aveva detto. Il settimo giorno, mentre non interrompeva la marcia, fu informato dagli esploratori che le truppe di Ariovisto distavano dai nostri ventiquattro miglia.
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01
I costrutti e le regole di questo passo. Apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
Hac … habitatenuto questo discorso
Hac oratione habita: pronunciato questo discorso, introduce il cambiamento improvviso di umore dei soldati.
Nel periodo 1.
se … dubitasse … timuisse … iudicium … esse existimavisseche non avevano mai dubitato né temuto, e che il giudizio spettava non a loro ma al comandante
se neque umquam dubitasse neque timuisse ... esse existimavisse: introduce le parole riferite dei soldati; se è il soggetto accusativo, dubitasse e timuisse sono infiniti perfetti retti implicitamente da un verbo di dire, esse existimavisse chiude con l'infinito perfetto reggente l'ulteriore infinitiva (iudicium ... esse) sull'appartenenza del giudizio al comandante.
Nel periodo 2.
Ariovisti copias … abesseche le truppe di Ariovisto distavano
Dipende da certior factus est: copias è il soggetto accusativo, abesse il verbo all'infinito.
Nel periodo 4.
02
Periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati. Il testo originale pulito è il primo blocco.
Hac oratione habita mirum in modum conversae sunt omnium mentes summaque alacritas et cupiditas belli gerendi innata est, princepsque X. legio per tribunos militum ei gratias egit quod de se optimum iudicium fecisset, seque esse ad bellum gerendum paratissimam confirmavit. Deinde reliquae legiones cum tribunis militum et primorum ordinum centurionibus egerunt uti Caesari satis facerent: se neque umquam dubitasse neque timuisse neque de summa belli suum iudicium sed imperatoris esse existimavisse. Eorum satisfactione accepta et itinere exquisito per Diviciacum, quod ex Gallis ei maximam fidem habebat, ut milium amplius quinquaginta circuitu locis apertis exercitum duceret, de quarta vigilia, ut dixerat, profectus est. Septimo die, cum iter non intermitteret, ab exploratoribus certior factus est Ariovisti copias a nostris milia passuum IIII et XX abesse.
Tenuto questo discorso, gli animi di tutti cambiarono in modo straordinario e nacque somma prontezza e desiderio di combattere, e la decima legione fu la prima a rendergli grazie, tramite i tribuni militari, perché aveva dato di lei un giudizio ottimo, e assicurò di essere prontissima a fare la guerra.
Costrutti: Ablativo assoluto
Poi le restanti legioni, tramite i tribuni militari e i centurioni dei primi ranghi, si adoperarono per scusarsi con Cesare: dicevano di non aver mai dubitato né temuto, e di aver ritenuto che il giudizio sull'esito complessivo della guerra non spettasse a loro ma al comandante.
Costrutti: Proposizione infinitiva (discorso indiretto)
Accettate le loro scuse e individuato un percorso tramite Diviciaco, poiché tra i Galli era colui in cui aveva massima fiducia, affinché conducesse l'esercito per un giro di più di cinquanta miglia per luoghi aperti, partì verso la quarta vigilia, come aveva detto.
Il settimo giorno, mentre non interrompeva la marcia, fu informato dagli esploratori che le truppe di Ariovisto distavano dai nostri ventiquattro miglia.
Costrutti: Proposizione infinitiva
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104 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
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Si traduce: tenuto questo discorso, gli animi di tutti cambiarono in modo straordinario. È l'apertura di Cesare, De bello gallico 1, 41, che descrive l'effetto immediato delle parole di Cesare sull'esercito.
La decima legione è la prima a ringraziare Cesare tramite i tribuni militari per la fiducia dimostrata e si dichiara prontissima a combattere, come racconta il passo di De bello gallico 1, 41.
Cesare affida la scelta del percorso a Diviciaco, il Gallo di cui si fida di più, che lo conduce per un giro di oltre cinquanta miglia attraverso luoghi aperti, come narrato in De bello gallico 1, 41.