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latino · Cesare
Cesare · De bello gallico
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Nel libro I del De bello gallico, Cesare narra in prima persona la crisi del 58 a.C.: gli Elvezi progettano di attraversare la provincia romana per raggiungere l'Aquitania. Appresa la notizia, il proconsole si precipita da Roma verso la Gallia Ulteriore, raduna truppe e fa distruggere il ponte sul Rodano a Genava. Agli ambasciatori elvezi che chiedono il libero passaggio risponde con un temporeggiamento calcolato, per guadagnare tempo.
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Poiché a Cesare era stato annunciato che essi tentavano di attraversare la nostra provincia, egli si affretta a partire dalla città e si dirige verso la Gallia Ulteriore con marce quanto più rapide possibile, e giunge a Genava. Ordina all'intera provincia il maggior numero possibile di soldati (in Gallia Ulteriore vi era in tutto una sola legione), e ordina che sia distrutto il ponte che si trovava presso Genava. Quando gli Elvezi furono informati del suo arrivo, mandano a lui come ambasciatori i più nobili dello stato, tra i quali Nammeio e Verucleto occupavano il primo posto nell'ambasceria, i quali dicessero che avevano intenzione di attraversare la provincia senza fare alcun danno, poiché non avevano nessun'altra strada: chiedevano che fosse loro lecito farlo con il suo consenso. Cesare, poiché ricordava che il console Lucio Cassio era stato ucciso e il suo esercito sconfitto dagli Elvezi e fatto passare sotto il giogo, pensava di non doverlo concedere; e riteneva che uomini di animo ostile, data l'occasione di attraversare la provincia, non si sarebbero trattenuti dall'offesa e dal danno. Tuttavia, affinché potesse trascorrere il tempo necessario perché si radunassero i soldati che aveva richiesto, rispose agli ambasciatori che si sarebbe preso un giorno per deliberare: se volevano qualcosa, tornassero per le idi di aprile.
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01
I costrutti e le regole di questo passo. Apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
cum … nuntiatum essetpoiché era stato annunciato
Cum regge il congiuntivo esset ed esprime la causa: essendo stato annunciato a Cesare.
Nel periodo 1.
pontem … iubet rescindiordina che sia distrutto
Iubet regge l'infinito passivo rescindi: ordina che il ponte sia distrutto.
Nel periodo 2.
qui dicerenti quali dicessero
Qui dicerent ha valore finale: mandarono ambasciatori perché dicessero.
Nel periodo 3.
data facultatedata l'occasione
Data facultate = essendo data l'occasione, ablativo assoluto participiale.
Nel periodo 4.
ut spatium intercedere possetaffinché potesse trascorrere il tempo
Ut regge il congiuntivo posset introducendo la finale: affinché potesse trascorrere un intervallo di tempo, cioè perché Cesare guadagnasse tempo.
Nel periodo 5.
02
Periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati. Il testo originale pulito è il primo blocco.
Caesari cum id nuntiatum esset, eos per provinciam nostram iter facere conari, maturat ab urbe proficisci et quam maximis potest itineribus in Galliam ulteriorem contendit et ad Genavam pervenit. Provinciae toti quam maximum potest militum numerum imperat (erat omnino in Gallia ulteriore legio una), pontem, qui erat ad Genavam, iubet rescindi. Ubi de eius adventu Helvetii certiores facti sunt, legatos ad eum mittunt nobilissimos civitatis, cuius legationis Nammeius et Verucloetius principem locum obtinebant, qui dicerent sibi esse in animo sine ullo maleficio iter per provinciam facere, propterea quod aliud iter haberent nullum: rogare ut eius voluntate id sibi facere liceat. Caesar, quod memoria tenebat L. Cassium consulem occisum exercitumque eius ab Helvetiis pulsum et sub iugum missum, concedendum non putabat; neque homines inimico animo, data facultate per provinciam itineris faciundi, temperaturos ab iniuria et maleficio existimabat. Tamen, ut spatium intercedere posset dum milites quos imperaverat convenirent, legatis respondit diem se ad deliberandum sumpturum: si quid vellent, ad Id. April. reverterentur.
Poiché a Cesare era stato annunciato che essi tentavano di attraversare la nostra provincia, egli si affretta a partire dalla città e si dirige verso la Gallia Ulteriore con marce quanto più rapide possibile, e giunge a Genava.
Costrutti: Cum narrativo
Ordina all'intera provincia il maggior numero possibile di soldati (in Gallia Ulteriore vi era in tutto una sola legione), e ordina che sia distrutto il ponte che si trovava presso Genava.
Costrutti: Proposizione infinitiva
Quando gli Elvezi furono informati del suo arrivo, mandano a lui come ambasciatori i più nobili dello stato, tra i quali Nammeio e Verucleto occupavano il primo posto nell'ambasceria, i quali dicessero che avevano intenzione di attraversare la provincia senza fare alcun danno, poiché non avevano nessun'altra strada: chiedevano che fosse loro lecito farlo con il suo consenso.
Costrutti: Relativa impropria finale
Cesare, poiché ricordava che il console Lucio Cassio era stato ucciso e il suo esercito sconfitto dagli Elvezi e fatto passare sotto il giogo, pensava di non doverlo concedere; e riteneva che uomini di animo ostile, data l'occasione di attraversare la provincia, non si sarebbero trattenuti dall'offesa e dal danno.
Costrutti: Ablativo assoluto
Tuttavia, affinché potesse trascorrere il tempo necessario perché si radunassero i soldati che aveva richiesto, rispose agli ambasciatori che si sarebbe preso un giorno per deliberare: se volevano qualcosa, tornassero per le idi di aprile.
Costrutti: Proposizione finale
03
127 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
04
Si traduce «Poiché a Cesare era stato annunciato ciò», l'apertura del capitolo 7 del primo libro del De bello gallico di Cesare, dove si narra la reazione del proconsole alla notizia del passaggio degli Elvezi.
Nel De bello gallico Cesare ordina di distruggere il ponte sul Rodano presso Genava per impedire agli Elvezi di attraversare la provincia romana, guadagnando così il tempo necessario a radunare le truppe.
Erano i due ambasciatori più autorevoli inviati dagli Elvezi a Cesare, secondo il racconto di Cesare stesso nel De bello gallico, per chiedere il permesso di attraversare pacificamente la provincia romana.