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latino · Cesare
Cesare · De bello gallico
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il capitolo 2 del primo libro del De bello gallico presenta Orgetorige, il nobile elvetico più ricco e influente, che spinge il suo popolo a lasciare il territorio natio per conquistare il dominio su tutta la Gallia. Cesare descrive i confini naturali degli Elvezi, tra Reno, monte Giura e lago Lemano, e spiega come questa chiusura geografica alimentasse la loro insofferenza. Il brano introduce così le cause profonde della migrazione elvetica che apre l'intera guerra gallica.
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Presso gli Elvezi Orgetorige fu di gran lunga il più nobile e il più ricco. Costui, sotto il consolato di Marco Messala e [Publio] Marco Pisone, spinto dal desiderio di potere assoluto, organizzò una congiura dei nobili e persuase lo stato a uscire dai propri confini con tutte le forze: era facilissimo, poiché superavano tutti per valore, impadronirsi del dominio di tutta la Gallia. Ciò lo persuase più facilmente, perché gli Elvezi sono racchiusi da ogni parte dalla natura del luogo: da una parte dal fiume Reno, larghissimo e profondissimo, che separa il territorio degli Elvezi dai Germani; dall'altra dal monte Giura, altissimo, che si trova tra i Sequani e gli Elvezi; dalla terza dal lago Lemano e dal fiume Rodano, che separa la nostra provincia dagli Elvezi. Per queste ragioni accadeva che si spostassero meno ampiamente e potessero portare guerra ai vicini meno facilmente; per questo motivo gli uomini desiderosi di combattere erano afflitti da un grande dolore. Considerando poi la moltitudine degli uomini e la gloria della guerra e del valore, ritenevano di avere confini troppo stretti, che si estendevano per duecentoquaranta miglia in lunghezza e centottanta in larghezza.
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01
I costrutti e le regole di questo passo. Apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
perfacile esse … potiriera facilissimo impadronirsi
Perfacile esse... potiri regge l'infinito potiri: era facilissimo impadronirsi del dominio della Gallia.
Nel periodo 2 · 2 volte in questo passo.
fiebat ut … vagarentur … possentaccadeva che si spostassero... e potessero
Fiebat ut... vagarentur... possent: accadeva che si spostassero e potessero portare guerra; fiebat regge la completiva introdotta da ut con i congiuntivi vagarentur e possent.
Nel periodo 4.
02
Periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati. Il testo originale pulito è il primo blocco.
Apud Helvetios longe nobilissimus fuit et ditissimus Orgetorix. Is M. Messala, [et P.] M. Pisone consulibus regni cupiditate inductus coniurationem nobilitatis fecit et civitati persuasit ut de finibus suis cum omnibus copiis exirent: perfacile esse, cum virtute omnibus praestarent, totius Galliae imperio potiri. Id hoc facilius iis persuasit, quod undique loci natura Helvetii continentur: una ex parte flumine Rheno latissimo atque altissimo, qui agrum Helvetium a Germanis dividit; altera ex parte monte Iura altissimo, qui est inter Sequanos et Helvetios; tertia lacu Lemanno et flumine Rhodano, qui provinciam nostram ab Helvetiis dividit. His rebus fiebat ut et minus late vagarentur et minus facile finitimis bellum inferre possent; qua ex parte homines bellandi cupidi magno dolore adficiebantur. Pro multitudine autem hominum et pro gloria belli atque fortitudinis angustos se fines habere arbitrabantur, qui in longitudinem milia passuum CCXL, in latitudinem CLXXX patebant.
Presso gli Elvezi Orgetorige fu di gran lunga il più nobile e il più ricco.
Costui, sotto il consolato di Marco Messala e [Publio] Marco Pisone, spinto dal desiderio di potere assoluto, organizzò una congiura dei nobili e persuase lo stato a uscire dai propri confini con tutte le forze: era facilissimo, poiché superavano tutti per valore, impadronirsi del dominio di tutta la Gallia.
Costrutti: Proposizione infinitiva
Ciò lo persuase più facilmente, perché gli Elvezi sono racchiusi da ogni parte dalla natura del luogo: da una parte dal fiume Reno, larghissimo e profondissimo, che separa il territorio degli Elvezi dai Germani; dall'altra dal monte Giura, altissimo, che si trova tra i Sequani e gli Elvezi; dalla terza dal lago Lemano e dal fiume Rodano, che separa la nostra provincia dagli Elvezi.
Per queste ragioni accadeva che si spostassero meno ampiamente e potessero portare guerra ai vicini meno facilmente; per questo motivo gli uomini desiderosi di combattere erano afflitti da un grande dolore.
Costrutti: Proposizione completiva consecutiva
Considerando poi la moltitudine degli uomini e la gloria della guerra e del valore, ritenevano di avere confini troppo stretti, che si estendevano per duecentoquaranta miglia in lunghezza e centottanta in larghezza.
Costrutti: Proposizione infinitiva
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114 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
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Si traduce «Presso gli Elvezi Orgetorige fu di gran lunga il più nobile e il più ricco», l'incipit del capitolo 2 del primo libro del De bello gallico di Cesare, che introduce il nobile responsabile della congiura per la migrazione elvetica.
Orgetorige era il nobile più ricco e influente degli Elvezi, che secondo Cesare organizzò una congiura tra i nobili per convincere il popolo a lasciare il proprio territorio e tentare la conquista dell'intera Gallia.
Perché, come racconta Cesare in De bello gallico 1,2, erano racchiusi da confini naturali (Reno, monte Giura, lago Lemano e Rodano) troppo stretti rispetto alla loro moltitudine e al loro valore in guerra, e questo li spingeva a cercare nuovi spazi.