Accusativo + infinito (infinitiva soggettiva)
Οὐκοῦν τιθῶμεν ἀπὸ Ὁμήρου ἀρξαμένους πάντας τοὺς ποιητικοὺς μιμητὰς εἰδώλων ἀρετῆς εἶναι καὶ τῶν ἄλλων περὶ ὧν ποιοῦσιν, τῆς δὲ ἀληθείας οὐχ ἅπτεσθαι, ἀλλ' ὥσπερ νυνδὴ ἐλέγομεν, ὁ ζωγράφος σκυτοτόμον ποιήσει δοκοῦντα εἶναι, αὐτός τε οὐκ ἐπαΐων περὶ σκυτοτομίας καὶ τοῖς μὴ ἐπαΐουσιν, ἐκ τῶν χρωμάτων δὲ καὶ σχημάτων θεωροῦσιν;
Non dobbiamo dunque stabilire che tutti i poeti imitatori, a cominciare da Omero, sono imitatori di fantasmi della virtù e delle altre cose di cui trattano, ma non colgono la verità, proprio come dicevamo poco fa: il pittore farà sembrare un calzolaio senza capire nulla di calzoleria e per coloro che non capiscono ma guardano basandosi sui colori e sulle forme?
τιθῶμεν … μιμητὰς … εἶναι … ἅπτεσθαι vale «tutti i poeti imitatori ... sono imitatori di fantasmi della virtù». τιθῶμεν introduce una doppia infinitiva: πάντας ... μιμητὰς εἶναι (accusativo + infinito = 'stabiliamo che tutti i poeti sono') e ἀληθείας οὐχ ἅπτεσθαι ('che non colgono la verità'). È la costruzione tipica greca di accusativo con infinito dipendente da verba putandi/dicendi.

