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latino · Petronio
Petronio · Satyricon
Petronio Arbitro, vissuto nel I secolo d.C. sotto Nerone, è l'autore del Satyricon, romanzo picaresco in prosa e versi che descrive le avventure del narratore Encolpio e dei suoi compagni. Il romanzo è celebre per la «Cena di Trimalchione», parodia feroce della nouveaux riche romana. In questo brano Encolpio visita per la prima volta la casa di Trimalchione e ne descrive i dipinti nell'atrio: dal celebre «Cave canem» dipinto sull'ingresso alla storia per immagini della carriera del padrone di casa, dai Lari alle Parche, in un ritratto satirico del gusto ostentato e kitsch del liberto arricchito.
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Del resto, mentre io stavo a bocca aperta per tutto, quasi rovesciato all'indietro mi ruppi le gambe. A sinistra infatti di chi entrava, non lontano dal cubicolo del portinaio, era dipinto sulla parete un cane enorme, legato con una catena, e sopra stava scritto a grandi lettere: ATTENTI AL CANE. I miei compagni risero. Io invece, ripreso fiato, non mi fermai dall'esaminare tutta la parete. C'era poi un mercato di schiavi con i cartelli dipinti, e lo stesso Trimalchione con i capelli lunghi teneva un caduceo e, guidato da Minerva, entrava a Roma. Più avanti, come avesse imparato a fare i conti e poi fosse diventato amministratore, tutto era stato raffigurato diligentemente dal pittore attento con relativa didascalia. All'estremità del portico Mercurio lo rapiva, sollevandolo per il mento, verso un alto seggio. Vicino stava Fortuna ricca di corno dell'abbondanza e le tre Parche che torcevano fusi d'oro. Notai anche nel portico un gruppo di corridori che si esercitava con un istruttore. Inoltre vidi nell'angolo un grande armadio, nella cui nicchietta erano stati collocati dei Lari d'argento, una statuetta di Venere in marmo e una scatoletta d'oro non piccola, nella quale dicevano fosse conservata la barba dello stesso Trimalchione. Cominciai allora a chiedere all'atriense quali fossero i soggetti dei dipinti al centro. «L'Iliade e l'Odissea», disse, «e il combattimento gladiatorio di Lenate».
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
dum omnia stupeo
→ mentre stavo a bocca aperta per tutto
«Dum» con il presente indicativo (stupeo) esprime contemporaneità tra la temporale e la principale. Nonostante la principale sia al perfetto (fregi), il presente nella temporale è la costruzione classica per indicare un'azione di sfondo che si svolge durante quella della reggente. Tradurre il presente con un imperfetto italiano è la resa più naturale.
Compare nel periodo 1.
Scheda completa: Proposizione temporale con dumNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
resupinatus
→ rovesciato all'indietro
«Resupinatus», participio perfetto passivo di «resupino», concorda con «ego» (soggetto) e funge da participio congiunto: descrive la circostanza modale/causale dell'azione principale. In italiano si rende con una proposizione circostanziale o con un gerunzio: «essendomi rovesciato all'indietro».
Compare nel periodo 1.
Scheda completa: Participio congiuntoNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
erat pictus
→ era dipinto
«Erat pictus» è una forma passiva perifrastica composta da «erat» (imperfetto di sum) + participio perfetto passivo «pictus». Indica uno stato risultante da un'azione passata: il cane era (stato) dipinto. È la costruzione normale del passivo latino ai tempi composti.
Compare nel periodo 2.
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catena vinctus
→ legato con una catena
«Vinctus», participio perfetto passivo di «vincio», concorda con «canis» (soggetto) e descrive una caratteristica del cane dipinto. «Catena» è un ablativo strumentale senza preposizione. Il participio congiunto aggiunge un dettaglio descrittivo alla figura del cane, fondamentale per la scena comica.
Compare nel periodo 2.
Scheda completa: Participio congiunto (catena vinctus)Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
CAVE CANEM
→ attento al cane
«Cave» è l'imperativo presente di «caveo» (II coniug.), usato come avvertimento. «Canem» è l'accusativo oggetto diretto: la costruzione «cave + accusativo» è idiomatica in latino per «stai attento a…». L'iscrizione, riprodotta in maiuscolo come nel testo petroniano, è una delle formule epigrafiche più note dell'antichità romana.
Compare nel periodo 2.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
collecto spiritu
→ raccolto il respiro / ripreso fiato
«Collecto spiritu» è un ablativo assoluto formato da participio perfetto passivo («collecto») e sostantivo all'ablativo («spiritu»). La costruzione esprime una circostanza temporale-causale rispetto alla principale: Encolpio riprende fiato (dopo il panico davanti al cane) e poi continua a guardare. L'ablativo assoluto è il costrutto latino per eccellenza per esprimere un'azione accessoria autonoma rispetto al soggetto principale.
Compare nel periodo 4.
Scheda completa: Ablativo assoluto (collecto spiritu)Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Minervaque ducente
→ guidato da Minerva
«Minervaque ducente» è un ablativo assoluto con participio presente attivo («ducente») e sostantivo proprio all'ablativo («Minerva»). Esprime una circostanza concomitante: Trimalchione entra a Roma sotto la guida di Minerva. La dea della sapienza e delle arti guida il futuro liberto verso la città: un tocco ironico petroniano sulla pretesa di cultura di Trimalchione.
Compare nel periodo 5.
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quemadmodum ratiocinari didicisset, deinque dispensator factus esset
→ come avesse imparato a fare i conti e poi fosse diventato amministratore
«Quemadmodum» introduce una doppia interrogativa indiretta dipendente da «reddiderat» (il pittore aveva raffigurato). I verbi al congiuntivo piuccheperfetto (didicisset, esset) seguono la consecutio temporum rispetto al piuccheperfetto della reggente. La subordinata descrive il contenuto del programma figurativo: le tappe della carriera di Trimalchione.
Compare nel periodo 6.
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levatum mento
→ sollevato per il mento
«Levatum» è participio perfetto passivo di «levo» concordato con il complemento oggetto implicito (Trimalchione). «Mento» è ablativo di limitazione o strumentale: Mercurio lo solleva prendendolo per il mento. Il participio congiunto descrive la modalità dell'azione del dio.
Compare nel periodo 7.
Scheda completa: Participio congiunto (levatum mento)Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
aurea pensa torquentes
→ che torcevano fusi d'oro
«Torquentes», participio presente attivo di «torqueo», concorda con «Parcae» e funge da attributo: specifica l'azione delle Parche nel dipinto. «Aurea pensa» (fusi/matasse d'oro) è il complemento oggetto del participio. L'immagine delle Parche che filano il destino dorato di Trimalchione è un'evidente parodia della mitologia ufficiale applicata alla vita di un liberto.
Compare nel periodo 8.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
gregem... se exercentem
→ un gruppo... che si esercitava
«Exercentem» è un participio presente attivo di «exerceo» concordato con «gregem» (accusativo oggetto). Funge da attributo predicativo equivalente a una relativa: «che si esercitava». «Se exercere» è locuzione riflessiva: i corridori si allenano. Il participio è la soluzione latina elegante dove l'italiano usa la relativa.
Compare nel periodo 9.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
in cuius aedicula erant Lares argentei positi Venerisque signum marmoreum et pyxis aurea non pusilla
→ nella cui nicchietta erano stati collocati dei Lari d'argento, una statuetta di Venere in marmo e una scatoletta d'oro non piccola
La relativa è introdotta da «cuius», genitivo di «qui» concordato con «armarium». Il pronome relativo al genitivo funge da possessivo («del quale», «la cui»). La relativa descrive il contenuto della nicchietta dell'armadio, cuore dell'edicola domestica di Trimalchione: i Lari (divinità protettrici della casa), Venere e la famosa scatoletta con la barba.
Compare nel periodo 10.
Scheda completa: Proposizione relativa (in cuius aedicula...)Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
barbam ipsius conditam esse
→ che la barba dello stesso fosse conservata
«Dicebant» regge una proposizione infinitiva: soggetto all'accusativo «barbam» con «conditam esse» (infinito perfetto passivo di «condo»). La proposizione esprime ciò che si diceva o si narrava riguardo al contenuto della scatoletta. La conservazione della barba del primo taglio era un'usanza romana: qui Petronio la usa per caratterizzare la vanità e la superstizione di Trimalchione.
Compare nel periodo 10.
Scheda completa: Proposizione infinitiva (barbam ipsius conditam esse)Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
quas in medio picturas haberent
→ quali dipinti avessero al centro
La proposizione interrogativa indiretta è introdotta dall'aggettivo interrogativo «quas» concordato con «picturas». Il verbo «haberent» è al congiuntivo imperfetto per la consecutio temporum (dipende da «coepi», perfetto). Il soggetto di «haberent» è sottinteso e indefinito (i dipinti al centro, o coloro che li avevano scelti). Encolpio chiede all'atriense il soggetto dei dipinti centrali.
Compare nel periodo 11.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Ceterum ego dum omnia stupeo, paene resupinatus crura mea fregi. Ad sinistram enim intrantibus non longe ab ostiarii cella canis ingens, catena vinctus, in pariete erat pictus superque quadrata littera scriptum CAVE CANEM. Et collegae quidem mei riserunt. Ego autem collecto spiritu non destiti totum parietem persequi. Erat autem venalicium cum titulis pictis, et ipse Trimalchio capillatus caduceum tenebat Minervaque ducente Romam intrabat. Hinc quemadmodum ratiocinari didicisset, deinque dispensator factus esset, omnia diligenter curiosus pictor cum inscriptione reddiderat. In deficiente vero iam porticu levatum mento in tribunal excelsum Mercurius rapiebat. Praesto erat Fortuna cornu abundanti copiosa et tres Parcae aurea pensa torquentes. Notavi etiam in porticu gregem cursorum cum magistro se exercentem. Praeterea grande armarium in angulo vidi, in cuius aedicula erant Lares argentei positi Venerisque signum marmoreum et pyxis aurea non pusilla, in qua barbam ipsius conditam esse dicebant. Interrogare ergo atriensem coepi, quas in medio picturas haberent. «Iliada et Odyssian», inquit, «ac Laenatis gladiatorium munus».
Del resto, mentre io stavo a bocca aperta per tutto, quasi rovesciato all'indietro mi ruppi le gambe.
A sinistra infatti di chi entrava, non lontano dal cubicolo del portinaio, era dipinto sulla parete un cane enorme, legato con una catena, e sopra stava scritto a grandi lettere: ATTENTI AL CANE.
I miei compagni risero.
Io invece, ripreso fiato, non mi fermai dall'esaminare tutta la parete.
C'era poi un mercato di schiavi con i cartelli dipinti, e lo stesso Trimalchione con i capelli lunghi teneva un caduceo e, guidato da Minerva, entrava a Roma.
Di qui, come avesse imparato a fare i conti e poi fosse diventato amministratore, tutto era stato raffigurato diligentemente dal pittore attento con relativa didascalia.
All'estremità del portico Mercurio lo rapiva, sollevandolo per il mento verso un alto seggio.
Vicino stava Fortuna ricca di corno dell'abbondanza e le tre Parche che torcevano fusi d'oro.
Notai anche nel portico un gruppo di corridori che si esercitava con un istruttore.
Inoltre vidi nell'angolo un grande armadio, nella cui nicchietta erano stati collocati dei Lari d'argento, una statuetta di Venere in marmo e una scatoletta d'oro non piccola, nella quale dicevano fosse conservata la barba dello stesso Trimalchione.
Cominciai allora a chiedere all'atriense quali fossero i soggetti dei dipinti al centro.
«L'Iliade e l'Odissea», disse, «e il combattimento gladiatorio di Lenate».
124 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
«Del resto, mentre io stavo a bocca aperta per tutto, quasi rovesciato all'indietro mi ruppi le gambe». È l'apertura comica del brano del Satyricon di Petronio (cap. 29): Encolpio, il narratore, è così sopraffatto dalla meraviglia per i dipinti dell'atrio di Trimalchione da rischiare di cadere. Il tono autoironico è tipico della voce narrante petroniana.
«Collecto spiritu» è un ablativo assoluto con participio perfetto passivo: letteralmente «raccolto il respiro» (= «ripreso fiato»). In Petronio, Satyricon 29, Encolpio usa questa costruzione per indicare che, dopo il momento di panico davanti al cane dipinto, si riprende e continua a osservare i dipinti. L'ablativo assoluto esprime una circostanza temporale-causale rispetto alla proposizione principale.
Le Parche (Parcae) sono le tre dee latine del destino, equivalenti alle Moire greche: Cloto, Lachesi e Atropo. In Petronio, Satyricon 29, appaiono nei dipinti dell'atrio di Trimalchione mentre «torcono fusi d'oro» (aurea pensa torquentes), a simboleggiare il destino fortunato del padrone di casa. La loro presenza accanto a Mercurio e Fortuna costruisce un programma iconografico che celebra, con ironia petroniana, l'ascesa del liberto.
Lo stesso passo (Descrizione della casa di Trimalchione) lo trovi qui: