Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso · Aggiornato il
Lisia (V-IV secolo a.C.) è tra i massimi oratori greci, autore di orazioni giudiziarie di straordinaria vivacità narrativa. In Sull'uccisione di Eratostene difende Eufileto, che uccise l'amante della moglie sorpreso in flagrante adulterio. In questo brano Eufileto racconta con dettagli quotidiani la notte in cui, senza ancora comprenderlo, iniziò a sospettare del tradimento.
Testo greco e traduzione italiana
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ←→ o AD per scorrere.
E io ordinavo a mia moglie di andarsene e di dare il seno al bambino, affinché smettesse di piangere. Ed ella dapprima non voleva, come se fosse contenta di avermi visto tornare dopo tanto tempo: Ma poiché io mi adiravo e le ordinavo di andarsene, «È perché tu,» disse, «vuoi tentare qui la servetta: e già anche prima, ubriaco, la trascinavi a te.» E io ridevo, mentre lei, alzatasi e uscendo, accostò la porta, fingendo di scherzare, e tirò a sé il chiavistello. E io, non pensando nulla di tutto ciò né sospettando, dormivo contento, essendo tornato dalla campagna. Quando fu vicino al giorno, ella tornò e aprì la porta; e avendole io chiesto perché le porte scricchiolassero di notte, disse che la lampada vicino al bambino si era spenta, e che poi l'aveva riaccesa dai vicini. Io tacevo e credevo che le cose stessero così. Mi parve, o giudici, che il viso fosse imbellettato, benché non fossero ancora trascorsi trenta giorni dalla morte del fratello: Tuttavia, nemmeno così, senza dire nulla sulla faccenda, uscii e me ne andai fuori in silenzio.
Testo greco integrale
Και εγω την γυναικα απιεναι εκελευον και δουναι…
Και εγω την γυναικα απιεναι εκελευον και δουναι τω παιδιω τον τιτθον, ινα παυσηται κλαιον. Η δε το μεν πρωτον ουκ ηθελεν, ως αν ασμενη με εωρακυια ηκοντα δια χρονου: επειδη δε εγω ωργιζομην εκελευον αυτην απιεναι, " ινα συ γε " εφη " πειρας ενταυθα την παιδισκην: και προτερον δη μεθυων ειλκες αυτην ". Καγω μεν εγελων, εκεινη δε αναστασα και απιουσα προστιθησι την θυραν, προσποιουμενη παιζειν, και την κλειν εφελκεται. Καγω τουτων ουδεν ενθυμουμενος ουδ' υπονοων εκαθευδον ασμενος, ηκων εξ αργου. Επειδη δε ην προς ημεραν, ηκεν εκεινη και την θυραν ανεωξεν, ερομενου δ' εμου τι αι θυραι νυκτωρ ψοφοιεν, εφασκε τον λυχνον αποσβεσθηναι τον παρα τω παιδιω, ειτα εκ των γειτονων εναψασθαι. Εσιωπων εγω και ταυτα ουτως εχειν ηγουμην. Εδοξε δε μοι, ω ανδρες, το προσωπον εψιμυθιωσθαι, του αδελφου τεθνεωτος ουπω τριακονθ' ημερας: ομως δ' ουδ' ουτως ουδεν ειπων περι του πραγματος, εξελθων ωχομην εξω σιωπη.
Costrutti e analisi del periodo
I 4 costrutti di questa versione, ognuno dentro la frase in cui compare, con la resa in italiano e la spiegazione.
Participio congiunto
Η δε το μεν πρωτον ουκ ηθελεν, ως αν ασμενη με εωρακυια ηκοντα δια χρονου:
Ed ella dapprima non voleva, come se fosse contenta di avermi visto tornare dopo tanto tempo:
εωρακυια ηκοντα vale «avermi visto tornare». Il participio perfetto εωρακυια (avendo visto) concorda con il soggetto sottinteso, la moglie, mentre ηκοντα riferito a με descrive il narratore che torna: costruzione tipica per esprimere percezione e azione simultanea.
Participi congiunti
Καγω μεν εγελων, εκεινη δε αναστασα και απιουσα προστιθησι την θυραν, προσποιουμενη παιζειν, και την κλειν εφελκεται.
E io ridevo, mentre lei, alzatasi e uscendo, accostò la porta, fingendo di scherzare, e tirò a sé il chiavistello.
αναστασα … απιουσα vale «alzatasi e uscendo». I participi aoristi αναστασα (alzatasi) e απιουσα (uscendo) descrivono le azioni della donna che precedono e accompagnano la chiusura della porta.
Genitivo assoluto
Επειδη δε ην προς ημεραν, ηκεν εκεινη και την θυραν ανεωξεν, ερομενου δ' εμου τι αι θυραι νυκτωρ ψοφοιεν, εφασκε τον λυχνον αποσβεσθηναι τον παρα τω παιδιω, ειτα εκ των γειτονων εναψασθαι.
Quando fu vicino al giorno, ella tornò e aprì la porta; e avendole io chiesto perché le porte scricchiolassero di notte, disse che la lampada vicino al bambino si era spenta, e che poi l'aveva riaccesa dai vicini.
ερομενου … εμου vale «avendole io chiesto». Il genitivo assoluto ερομενου... εμου (avendo io chiesto) introduce un'azione secondaria indipendente dal soggetto principale, tipica costruzione greca per il tempo o la causa.
Proposizione infinitiva
Εσιωπων εγω και ταυτα ουτως εχειν ηγουμην.
Io tacevo e credevo che le cose stessero così.
ταυτα … εχειν vale «che le cose stessero così». Ταυτα... εχειν è un'infinitiva oggettiva retta da ηγουμην (credevo), con ταυτα soggetto accusativo dell'infinito: costruzione tipica del discorso indiretto greco.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Analisi parola per parola
Le frasi della versione una per una, numerate. Tocca una parola per lemma, paradigma, analisi morfologica, funzione sintattica e significati.
1
E io ordinavo a mia moglie di andarsene e di dare il seno al bambino, affinché smettesse di piangere.
Le parole sottolineate si aprono: toccane una.
Καιcongiunzione, congiunzione copulativa: «e».
εγω (ἐγώ, ἐμοῦ)pronome, nominativo prima singolare, soggetto: «io».
την (ὁ, ἡ, τό)aggettivo, accusativo femminile singolare, articolo che introduce γυναῖκα: «la».
γυναικαsostantivo.
απιεναιverbo.
εκελευονverbo.
καιcongiunzione.
δουναιverbo.
τωaggettivo.
παιδιωsostantivo.
τονaggettivo.
τιτθονsostantivo.
ιναcongiunzione.
παυσηταιverbo.
κλαιονparticipio.
2
Ed ella dapprima non voleva, come se fosse contenta di avermi visto tornare dopo tanto tempo:
Ηpronome.
δεcongiunzione.
τοaggettivo.
μενcongiunzione.
πρωτονavverbio.
ουκavverbio.
ηθελενverbo.
ωςcongiunzione.
ανavverbio.
ασμενηaggettivo.
μεpronome.
εωρακυιαparticipio.
ηκονταparticipio.
διαpreposizione.
χρονουsostantivo.
3
"""
Ma poiché io mi adiravo e le ordinavo di andarsene, «È perché tu,» disse, «vuoi tentare qui la servetta:
επειδηcongiunzione.
δεcongiunzione.
εγωpronome.
ωργιζομηνverbo.
εκελευονverbo.
αυτηνpronome.
απιεναιverbo.
ιναcongiunzione.
συpronome.
γεavverbio.
εφηverbo.
πειραςverbo.
ενταυθαavverbio.
τηνaggettivo.
παιδισκηνsostantivo.
4
".
e già anche prima, ubriaco, la trascinavi a te.»
καιcongiunzione.
προτερονavverbio.
δηavverbio.
μεθυωνparticipio.
ειλκεςverbo.
αυτηνpronome.
5
E io ridevo, mentre lei, alzatasi e uscendo, accostò la porta, fingendo di scherzare, e tirò a sé il chiavistello.
Καγωpronome.
μενcongiunzione.
εγελωνverbo.
εκεινηpronome.
δεcongiunzione.
αναστασαparticipio.
καιcongiunzione.
απιουσαparticipio.
προστιθησιverbo.
τηνaggettivo.
θυρανsostantivo.
προσποιουμενηparticipio.
παιζεινverbo.
καιcongiunzione.
τηνaggettivo.
κλεινsostantivo.
εφελκεταιverbo.
6
E io, non pensando nulla di tutto ciò né sospettando, dormivo contento, essendo tornato dalla campagna.
Καγωpronome.
τουτωνpronome.
ουδενpronome.
ενθυμουμενοςparticipio.
ουδ'congiunzione.
υπονοωνparticipio.
εκαθευδονverbo.
ασμενοςaggettivo.
ηκωνparticipio.
εξpreposizione.
αργουsostantivo.
7
Quando fu vicino al giorno, ella tornò e aprì la porta; e avendole io chiesto perché le porte scricchiolassero di notte, disse che la lampada vicino al bambino si era spenta, e che poi l'aveva riaccesa dai vicini.
Επειδηcongiunzione.
δεcongiunzione.
ηνverbo.
προςpreposizione.
ημερανsostantivo.
ηκενverbo.
εκεινηpronome.
καιcongiunzione.
τηνaggettivo.
θυρανsostantivo.
ανεωξενverbo.
ερομενουparticipio.
δ'congiunzione.
εμουpronome.
τιpronome.
αιaggettivo.
θυραιsostantivo.
νυκτωρavverbio.
ψοφοιενverbo.
εφασκεverbo.
τονaggettivo.
λυχνονsostantivo.
αποσβεσθηναιverbo.
τονaggettivo.
παραpreposizione.
τωaggettivo.
παιδιωsostantivo.
ειταavverbio.
εκpreposizione.
τωνaggettivo.
γειτονωνsostantivo.
εναψασθαιverbo.
8
Io tacevo e credevo che le cose stessero così.
Εσιωπωνverbo.
εγωpronome.
καιcongiunzione.
ταυταpronome.
ουτωςavverbio.
εχεινverbo.
ηγουμηνverbo.
9
Mi parve, o giudici, che il viso fosse imbellettato, benché non fossero ancora trascorsi trenta giorni dalla morte del fratello:
Εδοξεverbo.
δεcongiunzione.
μοιpronome.
ωavverbio.
ανδρεςsostantivo.
τοaggettivo.
προσωπονsostantivo.
εψιμυθιωσθαιverbo.
τουaggettivo.
αδελφουsostantivo.
τεθνεωτοςparticipio.
ουπωavverbio.
τριακονθ'aggettivo.
ημεραςsostantivo.
10
Tuttavia, nemmeno così, senza dire nulla sulla faccenda, uscii e me ne andai fuori in silenzio.
ομωςavverbio.
δ'congiunzione.
ουδ'avverbio.
ουτωςavverbio.
ουδενpronome.
ειπωνparticipio.
περιpreposizione.
τουaggettivo.
πραγματοςsostantivo.
εξελθωνparticipio.
ωχομηνverbo.
εξωavverbio.
σιωπηsostantivo.
Glossario e paradigmi
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la
τον×3
-
απιεναι×2
di andarsene
αυτην×2
le
δ'×2
e
εγω×2
io
εκεινη×2
lei
εκελευον×2
ordinavo
επειδη×2
poiché
θυραν×2
porta
ινα×2
affinché
Καγω×2
e io
μεν×2
-
ουδ'×2
né
ουδεν×2
nulla
ουτως×2
così
παιδιω×2
bambino
το×2
-
του×2
del
τω×2
al
αδελφου
fratello
αι
le
αν
-
αναστασα
alzatasi
ανδρες
giudici
ανεωξεν
aprì
απιουσα
uscendo
αποσβεσθηναι
essersi spenta
αργου
campagna
ασμενη
contenta
ασμενος
contento
γε
appunto
γειτονων
vicini
γυναικα
moglie
δη
già
δια
dopo
δουναι
dare
εγελων
ridevo
ἐγώἐγώ, ἐμοῦ
io
Εδοξε
parve
ειλκες
trascinavi
ειπων
dicendo
ειτα
poi
εκ
da
εκαθευδον
dormivo
εμου
io
εναψασθαι
riaccesa
ενθυμουμενος
pensando
ενταυθα
qui
εξ
da
εξελθων
uscito
εξω
fuori
ερομενου
avendo chiesto
Εσιωπων
tacevo
εφασκε
disse
εφελκεται
tirò a sé
εφη
disse
εχειν
stessero
εψιμυθιωσθαι
essere imbellettato
εωρακυια
avendo visto
Η
ella
ηγουμην
credevo
ηθελεν
voleva
ηκεν
tornò
ηκοντα
tornare
ηκων
essendo tornato
ημεραν
giorno
ημερας
giorni
ην
fu
θυραι
porte
καί
e
κλαιον
piangendo
κλειν
chiavistello
λυχνον
lampada
με
mi
μεθυων
ubriaco
μοι
mi
νυκτωρ
di notte
ὁ, ἡ, τόὁ, ἡ, τό
la
ομως
tuttavia
ουκ
non
ουπω
non ancora
παιδισκην
servetta
παιζειν
di scherzare
παρα
vicino
παυσηται
smettesse
πειρας
tenti
περι
riguardo
πραγματος
faccenda
προς
vicino
προσποιουμενη
fingendo
προστιθησι
accostò
προσωπον
viso
προτερον
prima
πρωτον
dapprima
σιωπη
in silenzio
συ
tu
ταυτα
queste cose
τεθνεωτος
essendo morto
τι
perché
τιτθον
seno
τουτων
di ciò
τριακονθ'
trenta
των
i
υπονοων
sospettando
χρονου
tempo
ψοφοιεν
scricchiolassero
ω
o
ωργιζομην
mi adiravo
ως
come se
ωχομην
me ne andai
Domande frequenti su questa versione
Come si traduce «Και εγω την γυναικα απιεναι εκελευον»?
Si traduce «E io ordinavo a mia moglie di andarsene»: è l'apertura di questo celebre racconto di Lisia, nell'orazione Sull'uccisione di Eratostene, in cui Eufileto narra la notte in cui iniziò a scoprire il tradimento della moglie.
Di cosa parla questo passo di Lisia?
Il passo narra la scena notturna in cui la moglie di Eufileto, con vari pretesti, esce dalla stanza per raggiungere l'amante Eratostene, chiudendo la porta col chiavistello mentre il marito, ignaro, dorme.
Perché Eufileto comincia a sospettare della moglie?
Il marito nota alcuni segnali, come il volto imbellettato della moglie a poco più di un mese dalla morte del fratello di lei e lo scricchiolio notturno delle porte, ma in un primo momento non ne comprende ancora il significato.
L’app Versia, in arrivo
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