Periodo ipotetico
Ταυτα ουν σκοπεισθε· κακεινο δε ενθυμεισθε, οτι ο γραψας τον περι των δοκιμασιων νομον ουκ ηκιστα των εν ολιγαρχια αρξαντωυ ενεκα εγραψε, ηγουμενος δεινον ειναι, ει δ' ους η δημοκρατια κατελυετο, ουτοι εν τη αυτη πολιτεια παλιν αρξουσι, και κυριοι γενησονται των νομων και της πολεως, ην προτερον παραλαβοντες ουτως αισχρως και δεινως ελωβησαντο.
Considerate dunque questo, e tenete a mente anche quest'altro: che chi scrisse la legge sulla dokimasia non la scrisse certo da ultimo per coloro che avevano governato sotto l'oligarchia, ritenendo terribile che, se costoro per mano dei quali la democrazia fu abbattuta tornassero di nuovo a governare in questa stessa costituzione e diventassero padroni delle leggi e della città, che prima avevano preso e oltraggiato così vergognosamente e crudelmente.
ει … κατελυετο … αρξουσι … γενησονται vale «se costoro tornassero a governare... e diventassero padroni». Protasi con imperfetto (κατελυετο) e apodosi con futuro (αρξουσι, γενησονται): esprime il timore che gli stessi uomini tornino al potere.

