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greco · Erodoto
Erodoto · Storie
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Creso, re di Lidia, invia ricchi doni ai santuari greci e consulta gli oracoli per sapere se attaccare la Persia. Le risposte dei due principali oracoli consultati concordano nell'annunciare che, se Creso muoverà guerra, distruggerà un grande impero (ma quale non è precisato). Il passo illustra il celebre meccanismo dell'ambiguità oracolare, uno dei temi ricorrenti nelle Storie.
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Creso ordinò a coloro dei Lidi che si accingevano a portare questi doni ai santuari di chiedere agli oracoli se Creso dovesse muovere guerra contro i Persiani e se dovesse allearsi con qualche esercito straniero. Quando i Lidi, giunti ai luoghi dove erano stati inviati, deposero le offerte votive, consultarono gli oracoli dicendo: «Creso, re dei Lidi e degli altri popoli, ritenendo che questi siano i soli oracoli tra gli uomini, vi ha dato doni degni delle vostre scoperte, e ora vi chiede se debba muovere guerra contro i Persiani e se debba allearsi con qualche esercito come alleato». Quelli posero questa domanda, e le risposte di entrambi gli oracoli concordarono, annunciando a Creso che, se avesse mosso guerra contro i Persiani, avrebbe distrutto un grande impero. E gli consigliarono di ricercare e allearsi con i più potenti tra i Greci.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
εἰ στρατεύηται … εἴ … προσθέοιτο
→ se dovesse muovere guerra... e se dovesse allearsi
Le due proposizioni con εἰ + ottativo (στρατεύηται, προσθέοιτο) sono interrogative indirette dipendenti da ἐπειρωτᾶν. L'ottativo è obliquo: il testo originale era probabilmente al congiuntivo, ma in dipendenza da un passato si passa all'ottativo (consecutio modorum greca).
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Κροῖσος … νομίσας
→ Creso... ritenendo
Il participio aoristo νομίσας (da νομίζω) è congiunto al soggetto Κροῖσος e indica la causa dell'azione principale (ἔδωκε): Creso dona perché ritiene questi oracoli i soli veritieri. È una costruzione molto comune in greco per esprimere la motivazione soggettiva di un atto.
Compare nel periodo 3.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
προλέγουσαι … ἢν στρατεύηται … καταλύσειν
→ se avesse mosso guerra... avrebbe distrutto un grande impero
La protasi «ἢν στρατεύηται» (se muoverà guerra) usa ἢν (= ἐάν) con il congiuntivo presente, per una condizione eventuale. L'apodosi è in discorso indiretto, dipendente da προλέγουσαι: l'infinito futuro καταλύσειν sostituisce il futuro indicativo del discorso diretto. L'ambiguità sta nel soggetto di «ἀρχήν».
Compare nel periodo 4.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Τοῖσι δὲ ἄγειν μέλλουσι τῶν Λυδῶν ταῦτα τὰ δῶρα ἐς τὰ ἱρὰ ἐνετέλλετο ὁ Κροῖσος ἐπειρωτᾶν τὰ χρηστήρια εἰ στρατεύηται ἐπὶ Πέρσας Κροῖσος καὶ εἴ τινα στρατὸν ἀνδρῶν προσθέοιτο φίλον. Ὡς δὲ ἀπικόμενοι ἐς τὰ ἀπεπέμφθησαν οἱ Λυδοὶ ἀνέθεσαν τὰ ἀναθήματα, ἐχρέωντο τοῖσι χρηστηρίοισι λέγοντες· «Κροῖσος ὁ Λυδῶν τε καὶ ἄλλων ἐθνέων βασιλεύς, νομίσας τάδε μαντήια εἶναι μοῦνα ἐν ἀνθρώποισι, ὑμῖν τε ἄξια δῶρα ἔδωκε τῶν ἐξευρημάτων, καὶ νῦν ὑμέας ἐπειρωτᾷ εἰ στρατεύηται ἐπὶ Πέρσας καὶ εἴ τινα στρατὸν ἀνδρῶν προσθέοιτο σύμμαχον». Οἱ μὲν ταῦτα ἐπειρώτων, τῶν δὲ μαντηίων ἀμφοτέρων ἐς τὠυτὸ αἱ γνῶμαι συνέδραμον, προλέγουσαι Κροίσῳ, ἢν στρατεύηται ἐπὶ Πέρσας, μεγάλην ἀρχήν μιν καταλύσειν· τοὺς δὲ Ἑλλήνων δυνατωτάτους συνεβούλευόν οἱ ἐξευρόντα φίλους προσθέσθαι.
Creso ordinò a coloro dei Lidi che si accingevano a portare questi doni ai santuari di chiedere agli oracoli se Creso dovesse muovere guerra contro i Persiani e se dovesse allearsi con qualche esercito straniero.
Quando i Lidi, giunti ai luoghi dove erano stati inviati, deposero le offerte votive, consultarono gli oracoli dicendo:
«Creso, re dei Lidi e degli altri popoli, ritenendo che questi siano i soli oracoli tra gli uomini, vi ha dato doni degni delle vostre scoperte, e ora vi chiede se debba muovere guerra contro i Persiani e se debba allearsi con qualche esercito come alleato».
Quelli posero questa domanda, e le risposte di entrambi gli oracoli concordarono, annunciando a Creso che, se avesse mosso guerra contro i Persiani, avrebbe distrutto un grande impero.
E gli consigliarono di ricercare e allearsi con i più potenti tra i Greci.
80 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
Si traduce: «A coloro dei Lidi che si accingevano a portare questi doni ai santuari». Il participio μέλλουσι (da μέλλω, «essere sul punto di») con l'infinito ἄγειν esprime l'imminenza dell'azione. Il genitivo partitivo τῶν Λυδῶν indica che si tratta di una delegazione scelta tra i Lidi.
I due oracoli dichiarano concordemente che, se Creso avesse attaccato i Persiani, avrebbe distrutto un grande impero (μεγάλην ἀρχήν καταλύσειν). La formulazione è volutamente ambigua: l'«impero» che sarebbe caduto era in realtà il suo stesso regno lidio, non quello persiano. Erodoto usa questo episodio per mostrare i limiti dell'interpretazione oracolare.
Erodoto fa riferimento a due oracoli (μαντήια) le cui risposte si accordarono (αἱ γνῶμαι συνέδραμον). I santuari più importanti consultati da Creso, secondo il racconto precedente delle Storie, erano quello di Delfi (Apollo) e quello di Anfiarao. Creso aveva scelto questi due tra i tanti consultati perché avevano risposto correttamente alla sua domanda di prova.
Lo stesso passo (Un ambiguo responso oracolare) lo trovi qui: