Caricamento…
Caricamento…
latino · Tacito
Tacito · Annales
Tacito è il massimo storico latino dell'età imperiale, autore degli Annales, che narrano la storia di Roma da Tiberio a Nerone. In questo passo, tra i più celebri dell'opera, Tacito traccia il ritratto di Poppea Sabina, futura moglie di Nerone: una donna di straordinaria bellezza e intelligenza, priva tuttavia di ogni scrupolo morale. La scena si apre con la sua origine familiare e si chiude con il suo ingresso nella vita di Ottone, fedele amico dell'imperatore.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Non meno notevole in quell'anno fu la sfrontatezza, che diede inizio a grandi mali per lo stato. Viveva in città una Sabina di nome Poppea, nata da padre T. Ollio, ma aveva preso il nome dell'avo materno, Poppaeo Sabino, che splendeva per l'illustre memoria di consolare e trionfale onore; perché Ollio, non ancora giunto alle cariche, era stato rovinato dall'amicizia con Seiano. A questa donna fu dato tutto il resto tranne un animo onesto. La madre, che aveva superato in bellezza le donne della sua epoca, le aveva trasmesso fama e avvenenza insieme; la ricchezza era adeguata all'illustre stirpe. Il parlare era affabile e l'ingegno non era privo di acume. Mostrava modestia in apparenza e ricorreva alla civetteria; usciva di rado in pubblico, e con parte del volto velato, per non saziare lo sguardo altrui, o perché così si addiceva. Non risparmiò mai la propria reputazione, senza distinguere tra mariti e amanti; non soggetta ai propri sentimenti né a quelli altrui, trasferiva il suo desiderio dove si mostrava un vantaggio. Pertanto, mentre lei viveva in matrimonio con Rufo Crispino, cavaliere romano, da cui aveva avuto un figlio, Ottone la sedusse con la sua giovinezza e la sua magnificenza, e perché era considerato il più ardente amico di Nerone. E non tardò che l'adulterio si trasformasse in matrimonio.
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.
I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
malorum initium
→ inizio di mali
«initium malorum» è un genitivo di pertinenza: l'impudicitia è l'inizio di grandi mali per lo stato.
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
amicitia Seiani
→ a causa dell'amicizia con Seiano
«amicitia Seiani pervertit» non è un ablativo assoluto propriamente detto, ma «amicitia» è ablativo strumentale: l'amicizia con Seiano fu lo strumento della rovina di Ollio.
Compare nel periodo 2.
Scheda completa: Ablativo assoluto implicito: participio con ablativo di causaNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
pulchritudine supergressa
→ avendo superato in bellezza
«pulchritudine supergressa» è un participio congiunto riferito a «mater»: indica il modo o l'ambito in cui la madre eccelleva.
Compare nel periodo 4.
Scheda completa: Participio congiunto con ablativo di limitazioneNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ne satiaret adspectum
→ affinché non saziasse lo sguardo
«ne satiaret adspectum» è una finale negativa retta da «velata parte oris»: il velo era per non mostrare troppo il volto e non saziare la curiosità altrui.
Compare nel periodo 6.
Scheda completa: Proposizione finale negativaNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
non distinguens
→ senza distinguere
«non distinguens» è un participio congiunto riferito al soggetto implicito (Poppea) e indica il modo del verbo principale: senza fare distinzioni.
Compare nel periodo 7.
Scheda completa: Participio congiunto con valore modaleNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
agentem eam
→ lei che viveva
«agentem eam» è un accusativo con participio: «eam» è oggetto di «pellexit» e «agentem» ne specifica la condizione al momento della seduzione.
Compare nel periodo 8.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
quin … iungeretur
→ che non tardasse a unirsi
«quin iungeretur» è una proposizione dipendente da «nec mora»: esprime la conseguenza inevitabile, con il congiuntivo imperfetto passivo.
Compare nel periodo 9.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Non minus insignis eo anno impudicitia magnorum rei publicae malorum initium fecit. Erat in civitate Sabina Poppaea, T. Ollio patre genita, sed nomen avi materni sumpserat, illustri memoria Poppaei Sabini consulari et triumphali decore praefulgentis; nam Ollium honoribus nondum functum amicitia Seiani pervertit. Huic mulieri cuncta alia fuere praeter honestum animum. Quippe mater eius, aetatis suae feminas pulchritudine supergressa, gloriam pariter et formam dederat; opes claritudini generis sufficiebant. Sermo comis nec absurdum ingenium. Modestiam praeferre et lascivia uti; rarus in publicum egressus, idque velata parte oris, ne satiaret adspectum, vel quia sic decebat. Famae numquam pepercit, maritos et adulteros non distinguens; neque adfectui suo aut alieno obnoxia, unde utilitas ostenderetur, illuc libidinem transferebat. Igitur agentem eam in matrimonio Rufri Crispini equitis Romani, ex quo filium genuerat, Otho pellexit iuventa ac luxu et quia flagrantissimus in amicitia Neronis habebatur. Nec mora quin adulterio matrimonium iungeretur.
Non meno notevole in quell'anno fu la sfrontatezza, che diede inizio a grandi mali per lo stato.
Viveva in città una Sabina di nome Poppea, nata da padre T. Ollio, ma aveva preso il nome dell'avo materno, Poppaeo Sabino, che splendeva per l'illustre memoria di consolare e trionfale onore; perché Ollio, non ancora giunto alle cariche, era stato rovinato dall'amicizia con Seiano.
A questa donna fu dato tutto il resto tranne un animo onesto.
La madre, che aveva superato in bellezza le donne della sua epoca, le aveva trasmesso fama e avvenenza insieme; la ricchezza era adeguata all'illustre stirpe.
Il parlare era affabile e l'ingegno non era privo di acume.
Mostrava modestia in apparenza e ricorreva alla civetteria; usciva di rado in pubblico, e con parte del volto velato, per non saziare lo sguardo altrui, o perché così si addiceva.
Non risparmiò mai la propria reputazione, senza distinguere tra mariti e amanti; non soggetta ai propri sentimenti né a quelli altrui, trasferiva il suo desiderio dove si mostrava un vantaggio.
Pertanto, mentre lei viveva in matrimonio con Rufo Crispino, cavaliere romano, da cui aveva avuto un figlio, Ottone la sedusse con la sua giovinezza e la sua magnificenza, e perché era considerato il più ardente amico di Nerone.
E non tardò che l'adulterio si trasformasse in matrimonio.
133 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
Si traduce: «Non meno notevole in quell'anno fu la sfrontatezza, inizio di grandi mali per lo stato». Tacito, negli Annales, introduce il ritratto di Poppea con una sentenza morale che anticipa le conseguenze rovinose della sua ascesa.
Poppea era una donna di famiglia sabina, figlia di T. Ollio ma nota con il cognome del nonno materno Poppaeo Sabino, console e trionfatore. Tacito negli Annales la descrive dotata di ogni qualità tranne la virtù: bellezza, eloquenza, intelligenza, ricchezza, ma nessuna morale.
Il ritratto è un exemplum negativo: Poppea incarna la corruzione dell'aristocrazia neroniana. Tacito sottolinea che ella non distingueva mariti e amanti e trasferiva i suoi favori dove le tornava utile, simbolo del disfacimento dei valori repubblicani.
Lo stesso passo (Ritratto di Poppea Sabina) lo trovi qui: