mentreDumpochipaucosgiornidiespressoadVesonzioVesontionemper la questionereidel granofrumentariaee dei rifornimenticommeatusqueper motivocausafermarsimoratur,daexle domandepercontationedei nostrinostrorume dalle vocivocibusquedei GalliGallorumeacdei mercantimercatorum,chequienormeingentigrandezzamagnitudinedei corpicorporumi GermaniGermanos,incredibileincredibilivalorevirtuteeatqueaddestramentoexercitationenelleinarmiarmisessereesseaffermarepraedicabantspesso(saepevoltenumeroessiseseconcumlorohisscontrarsicongressosneppureneil voltovultumproprioquidemeatquel'espressioneaciemdegli occhioculorumdiredicebantsostenereferrepoterepotuisse),così grandetantusall'improvvisosubitoun timoretimortuttoomneml'esercitoexercitumimpadronirsioccupavitdautnonnonpocomediocriterdi tuttiomniumgli animimentese i pensierianimosqueturbareperturbaret.questoHicper primoprimumnascereortusessereestdaadai tribunitribunisdei soldatimilitum,dai prefettipraefectis,e dagli altrireliquisquechequidaexRomaurbedell'amiciziaamicitiaeper motivocausaCesareCaesaremseguiresecutinonnongrandemagnumininarteremilitaremilitariesperienzausumaverehabebant:di costoroquorumunoaliusun altroaliaun motivocausaaddurreinlata,chequamper sésibial fine diadpartireproficiscendumnecessarionecessariamessereessedirediceret,chiederepetebatcheutdi luieiuscon il consensovoluntateandarsenediscedereessere permessoliceret;nonnonpochinullidalla vergognapudorespingereadducti,perutdi pauratimorisil sospettosuspicionemevitarevitarent,restareremanebant.costoroHinénequel'espressionevultumfingerefingerenénequetalvoltainterdumle lacrimelacrimastratteneretenerepoterepoterant:nascondereabditiininle tendetabernaculisoautpropriosuumil destinofatumlamentarsiquerebanturoautconcumgli intimifamiliaribusproprisuiscomunecommuneil pericolopericulumcompiangeremiserabantur.ovunqueVulgotuttototisl'accampamentocastrisi testamentitestamentasigillareobsignabantur.loroHorumvocivocibuseacpauratimorea poco a pocopaulatimancheetiamcoloroiichequigrandemagnumininl'accampamentocastrisesperienzausumaverehabebant,i soldatimilitese i centurionicenturionesquee quelli chequiquela cavalleriaequitatuicomandarepraeerant,turbarsiperturbabantur.quelli cheQuiessisetraexlorohismenominustimiditimidosessere consideratiexistimarivolerevolebant,nonnonessiseil nemicohostemtemerevereri,masedle strettoieangustiasdel camminoitineriseetla vastitàmagnitudinemdelle selvesilvarumchequaefrapporsiintercederenttrainterloroipsoseatqueAriovistoAriovistum,oppureautla questioneremdel granofrumentariam,cheutabbastanzasatiscomodamentecommodeessere trasportatosupportaripotereposset,temeretimerediredicebant.nonNonpochinullipersinoetiama CesareCaesaririferirenuntiabant,quandocumil campocastralevaremoverieacle insegnesignaportareferriordinareiussisset,nonnonessereforeal comandodictoubbidientiaudientesi soldatimilitesnénequeperpropterla pauratimoremle insegnesignaportarelaturos.
Traduzione in italiano
Mentre si fermava per pochi giorni presso Vesonzio per il vettovagliamento e i rifornimenti, dalle domande dei nostri e dalle voci dei Galli e dei mercanti, che affermavano come i Germani avessero corpi di enorme grandezza, un valore incredibile e un addestramento nelle armi (dicevano che spesso, scontratisi con loro, non erano riusciti a sostenerne nemmeno lo sguardo e l'espressione degli occhi), un timore così grande si impadronì all'improvviso di tutto l'esercito da turbare non poco gli animi e i pensieri di tutti. Questo timore nacque per primo dai tribuni militari, dai prefetti e dagli altri che avevano seguito Cesare da Roma per amicizia e non avevano grande esperienza nell'arte militare: di costoro, chi adducendo un motivo, chi un altro, che diceva necessario per sé al fine di partire, chiedeva che gli fosse permesso di andarsene con il consenso di Cesare; alcuni, spinti dalla vergogna, restavano per evitare il sospetto di paura. Costoro non riuscivano né a fingere un'espressione serena né talvolta a trattenere le lacrime: nascosti nelle tende, o si lamentavano del proprio destino o piangevano insieme ai propri intimi il pericolo comune. In tutto l'accampamento si sigillavano ovunque i testamenti. A causa delle loro voci e della loro paura si turbavano a poco a poco anche coloro che avevano grande esperienza nell'accampamento: i soldati, i centurioni e quelli che comandavano la cavalleria. Quelli tra loro che volevano essere considerati meno timidi dicevano di non temere il nemico, ma le strettoie del cammino e la vastità delle selve che si frapponevano tra loro e Ariovisto, oppure temevano che il vettovagliamento non potesse essere trasportato con sufficiente comodità. Alcuni riferivano persino a Cesare che, quando avesse ordinato di levare il campo e di portare le insegne, i soldati non sarebbero stati ubbidienti al comando, né avrebbero portato le insegne per la paura.