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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro I, capitolo 51
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Il giorno dopo Cesare lasciò a entrambi gli accampamenti il presidio che gli parve sufficiente, schierò tutte le truppe ausiliarie in vista del nemico davanti al campo minore, perché era inferiore per numero di legionari rispetto al nemico, per servirsi degli ausiliari a scopo di mostra; egli stesso, schierato l'esercito su tre linee, avanzò fino all'accampamento nemico. Allora finalmente, per necessità, i Germani condussero le loro truppe fuori dal campo e le schierarono per popoli a intervalli uguali, Arudi, Marcomanni, Tribochi, Vangioni, Nemeti, Seduci, Svevi, e circondarono tutto il loro schieramento con carri e carriaggi, perché non restasse alcuna speranza nella fuga. Vi fecero salire le donne, che, mentre i soldati partivano per la battaglia, con le mani tese e piangendo li supplicavano di non consegnarle in schiavitù ai Romani.
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