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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro I, capitolo 6
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Vi erano in tutto due strade, per le quali potevano uscire dal territorio: una attraverso il territorio dei Sequani, stretta e difficile, tra il monte Giura e il fiume Rodano, tanto angusta che vi passavano a stento anche i carri uno alla volta, e un monte altissimo la sovrastava, così che pochissimi uomini potevano bloccarla facilmente; l'altra attraverso la nostra provincia, molto più facile e comoda, perché tra il territorio degli Elvezi e quello degli Allobrogi, sottomessi da poco, scorre il Rodano, che in alcuni punti si guada. L'ultima città degli Allobrogi, la più vicina al territorio degli Elvezi, è Ginevra. Da quella città un ponte conduce fino agli Elvezi. Pensavano che avrebbero persuaso gli Allobrogi, poiché non sembravano ancora ben disposti verso il popolo romano, oppure li avrebbero costretti con la forza a lasciarli passare attraverso il loro territorio. Preparato tutto per la partenza, fissano un giorno nel quale tutti si radunino sulla riva del Rodano. Quel giorno era il quinto giorno prima delle calende di aprile, sotto il consolato di Lucio Pisone e Aulo Gabinio.
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