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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro II, capitolo 12
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Il giorno dopo, prima che i nemici si riprendessero dal terrore e dalla fuga, Cesare condusse l'esercito nel territorio dei Suessioni, che erano i più vicini ai Remi, e, compiuta una grande marcia, si diresse verso la città di Noviodunum. Cercò di espugnarla direttamente dalla marcia, poiché sentiva dire che era sguarnita di difensori, ma per la larghezza del fossato e l'altezza delle mura, sebbene fosse difesa da pochi, non riuscì a espugnarla. Fortificato il campo, cominciò a far avanzare le gallerie d'assedio e a procurarsi quanto era utile per l'assedio. Nel frattempo tutta la moltitudine dei Suessioni in fuga si radunò nella città, la notte successiva. Fatte avanzare rapidamente le gallerie fino alla città, gettato il terrapieno e costruite le torri, colpiti dalla grandezza delle opere, che i Galli non avevano mai visto né sentito prima, e dalla rapidità dei Romani, inviano ambasciatori a Cesare per trattare la resa e, grazie all'intercessione dei Remi che lo chiedevano, ottengono di essere risparmiati.
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