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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro II, capitolo 13
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Ricevuti in ostaggio i primi cittadini e i due figli dello stesso re Galba, e consegnate tutte le armi della città, Cesare accoglie la resa dei Suessioni e conduce l'esercito contro i Bellovaci. Poiché questi si erano rifugiati con tutti i loro beni nella città di Bratuspanzio, e Cesare con l'esercito distava da quella città circa cinque miglia, tutti gli anziani, usciti dalla città, cominciarono a tendere le mani verso Cesare e a dichiarare a voce di venire sotto la sua protezione e il suo potere, e di non voler combattere con le armi contro il popolo romano. Allo stesso modo, quando si fu avvicinato alla città e vi pose il campo, i fanciulli e le donne, dalle mura, con le mani tese secondo il loro costume, chiesero pace ai Romani.
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