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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro II, capitolo 29
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Gli Atuatuci, dei quali abbiamo parlato sopra, mentre venivano con tutte le forze in aiuto dei Nervi, annunciato questo scontro, tornarono indietro dal cammino verso casa; Abbandonati tutti i villaggi e i fortini, radunarono tutti i loro beni in un'unica città, eccezionalmente fortificata dalla natura. Poiché questa città aveva da ogni parte, tutto intorno, altissime rupi e dirupi, restava libero, da un solo lato, un accesso in leggero pendio, largo non più di duecento piedi; Questo passaggio lo avevano fortificato con un doppio muro altissimo; e vi collocavano sul muro pietre di gran peso e travi aguzzissime. Essi stessi discendevano dai Cimbri e dai Teutoni, i quali, mentre marciavano verso la nostra provincia e l'Italia, lasciati di qua dal fiume Reno i bagagli che non potevano condurre né trasportare con sé, avevano lasciato insieme, a guardia e a difesa dei propri, seimila uomini. Questi, dopo la morte di quelli, per molti anni tormentati dai popoli vicini, portando ora essi stessi la guerra, ora difendendosi da quella loro mossa contro, con il consenso di tutti loro, fatta la pace, avevano scelto questo luogo come propria dimora.
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