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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro II, capitolo 30
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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E all'inizio, appena arrivato il nostro esercito, facevano frequenti sortite dalla città e attaccavano i nostri con piccoli scontri; In seguito, circondati da un vallo di dodici piedi lungo un circuito di miglia e da frequenti fortini, si tenevano rinchiusi nella città. Quando videro che, condotte le gallerie e innalzato il terrapieno, si costruiva a distanza una torre, dapprima presero a deriderla dalle mura e a inveire a gran voce, perché una macchina tanto grande veniva costruita da così lontano: con quali mani o con quali forze, uomini per giunta di così piccola statura (poiché in genere, di fronte alla statura dei corpi dei Galli, la nostra piccolezza è per loro oggetto di disprezzo), confidavano di poter collocare sul muro una torre di tanto peso?
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