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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro III, capitolo 11
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Perciò invia il legato Tito Labieno, con la cavalleria, presso i Treveri, che sono i più vicini al fiume Reno. Gli ordina di recarsi dai Remi e dagli altri Belgi e di mantenerli fedeli al loro dovere, e di impedire ai Germani, che si diceva fossero stati chiamati in aiuto dai Belgi, di attraversare il fiume con le navi con la forza, se lo avessero tentato. Ordina a Publio Crasso di partire per l'Aquitania con dodici coorti legionarie e un gran numero di cavalieri, perché da queste popolazioni non vengano mandati aiuti in Gallia e queste grandi popolazioni non si uniscano tra loro. Manda il legato Quinto Titurio Sabino con tre legioni contro i Venelli, i Coriosoliti e i Lessovi, perché tenga impegnata quella schiera. Mette a capo della flotta e delle navi galliche, che aveva ordinato di radunare presso i Pittoni, i Santoni e le altre regioni pacificate, il giovane Decimo Bruto, e gli ordina di partire per il paese dei Veneti appena possibile. Egli stesso si dirige là con le truppe di terra.
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