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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro III, capitolo 15
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Abbattute le antenne, come abbiamo detto, quando due o tre navi circondavano ciascuna nave nemica, i soldati si sforzavano di salire con tutte le forze sulle navi nemiche. I barbari, dopo che si accorsero che questo accadeva, poiché parecchie navi erano state espugnate e non si trovava alcun rimedio a questa situazione, cercarono la salvezza nella fuga. E già, girate le navi verso la direzione in cui portava il vento, all'improvviso si levò una tale bonaccia e calma che non poterono muoversi da quel luogo. Questo fu davvero un'occasione favorevolissima per portare a termine l'impresa: infatti i nostri, inseguendole una per una, le espugnarono, così che pochissime, dell'intero numero, riuscirono a raggiungere terra grazie al sopraggiungere della notte, mentre si combatteva dall'ora quarta circa fino al tramonto del sole.
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