Caricamento…
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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro III, capitolo 19
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Il luogo dell'accampamento era elevato e in salita graduale dal fondo per circa mille passi. Si diressero là a passo veloce, perché ai Romani fosse dato il minimo tempo possibile per radunarsi e armarsi, e giunsero senza fiato. Sabino, esortati i suoi, dà il segnale a uomini desiderosi di combattere. Poiché i nemici erano impacciati dai carichi che portavano, ordina che all'improvviso si faccia una sortita da due porte. Grazie alla favorevole posizione del luogo, all'inesperienza e alla stanchezza dei nemici, al valore dei soldati e all'esperienza dei combattimenti precedenti, avvenne che essi non ressero nemmeno un solo assalto dei nostri e voltarono subito le spalle. I nostri soldati, con forze intatte, li inseguirono mentre erano impacciati e ne uccisero un gran numero; gli altri, inseguiti dalla cavalleria, ne lasciarono in vita solo pochi, che erano scampati con la fuga. Così, nello stesso momento, Sabino fu informato della battaglia navale e Cesare della vittoria di Sabino, e tutte le popolazioni si arresero subito a Titurio. Infatti, come l'animo dei Galli è pronto e vivace nell'intraprendere le guerre, così la loro mente è debole e per nulla salda nel sopportare le sventure.
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