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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro IV, capitolo 15
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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I Germani, udito alle spalle il clamore, quando videro che i loro venivano uccisi, gettate le armi e abbandonate le insegne militari, si precipitarono fuori dall'accampamento, e quando giunsero alla confluenza della Mosa e del Reno, disperata ormai la fuga, ucciso un gran numero di loro, i restanti si gettarono nel fiume e lì, sopraffatti dalla paura, dalla stanchezza e dalla violenza della corrente, perirono. I nostri, tutti fino all'ultimo incolumi, con pochissimi feriti, si ritirarono nell'accampamento liberi dal timore di una guerra così grande, mentre il numero dei nemici era stato di quattrocentotrentamila teste. Cesare diede la possibilità di andarsene a quelli che aveva trattenuto nell'accampamento. Quelli, temendo i supplizi e i tormenti dei Galli, i cui campi avevano devastato, dissero di voler restare presso di lui. Cesare concesse loro la libertà.
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