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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro IV, capitolo 21
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Per conoscere queste cose, prima di correre il rischio, ritenendo adatto Gaio Voluseno, lo manda avanti con una nave da guerra. Gli ordina di tornare da lui il più presto possibile, dopo aver esplorato ogni cosa. Egli stesso parte con tutte le truppe verso i Morini, perché da lì la traversata verso la Britannia era brevissima. Ordina che qui confluiscano le navi da ogni parte, dalle regioni vicine, e la flotta che aveva costruito l'estate precedente per la guerra contro i Veneti. Intanto, saputo il suo piano e portato dai mercanti fino ai Britanni, da parecchie città dell'isola giungono a lui ambasciatori a promettere di dare ostaggi e di sottomettersi al dominio del popolo romano. Ascoltati costoro, con generose promesse e dopo averli esortati a restare in quel proposito, li rimanda in patria e insieme a loro invia Commio, che egli stesso aveva posto re presso gli Atrebati dopo averli sottomessi, del quale apprezzava il valore e il senno, che riteneva a sé fedele e la cui autorità in quelle regioni era tenuta in gran conto. Gli ordina di visitare tutte le città che può, di esortarle a seguire la fedeltà verso il popolo romano e di annunciare che egli stesso vi giungerà presto. Voluseno, esaminate tutte le regioni per quanto gli fu possibile, dato che non osava sbarcare dalla nave e affidarsi ai barbari, al quinto giorno torna da Cesare e riferisce ciò che aveva osservato lì.
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