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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro IV, capitolo 23
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Stabilite queste cose, colto un tempo adatto alla navigazione, salpò verso la terza vigilia e ordinò alla cavalleria di avanzare fino al porto più lontano, di salire sulle navi e di seguirlo. Poiché questa fu eseguita da loro con un po' di ritardo, egli stesso, verso la quarta ora del giorno, raggiunse la Britannia con le prime navi e lì scorse le truppe nemiche armate schierate su tutte le alture. La natura di quel luogo era tale, e il mare era così racchiuso da monti scoscesi, che dai luoghi più alti si poteva scagliare un dardo fino alla riva. Ritenendo questo luogo per nulla adatto allo sbarco, attese all'ancora fino alla nona ora, finché le altre navi si radunassero lì. Intanto, convocati i legati e i tribuni dei soldati, espose ciò che aveva saputo da Voluseno e ciò che voleva si facesse, e li ammonì che, come richiedeva la logica militare e soprattutto come esigeva la guerra navale, poiché essa aveva un andamento rapido e instabile, ogni cosa fosse eseguita da loro a un cenno e al momento giusto. Congedatili, colto favorevole nello stesso momento sia il vento sia la marea, dato il segnale e levate le ancore, avanzò circa sette miglia da quel luogo e ancorò le navi presso una riva aperta e piatta.
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