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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro IV, capitolo 26
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Si combatté aspramente da entrambe le parti. I nostri, invece, poiché non potevano né mantenere le file né restare saldamente in piedi né seguire le insegne, e ciascuno si aggregava, sceso da una nave qualsiasi, a qualunque insegna incontrasse, erano in grande difficoltà; I nemici, invece, conoscendo bene tutti i bassifondi, quando dalla riva scorgevano alcuni soldati isolati scendere dalla nave, spronavano i cavalli e li assalivano mentre erano impacciati; molti circondavano pochi, altri dal fianco scoperto scagliavano dardi contro tutti. Accortosi di questo, Cesare ordinò di riempire di soldati le scialuppe delle navi lunghe e anche le imbarcazioni da esplorazione, e a quelli che vedeva in difficoltà mandava rinforzi. I nostri, non appena presero piede sull'asciutto, raggiunti tutti i loro compagni, sferrarono un assalto contro i nemici e li misero in fuga; ma non poterono inseguirli più a lungo, perché i cavalieri non erano riusciti a mantenere la rotta e a raggiungere l'isola. Questa sola cosa mancò a Cesare per la sua fortuna consueta.
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