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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro IV, capitolo 29
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Quella stessa notte accadde che ci fosse luna piena, giorno che di solito produce le maree più alte nell'Oceano, e ciò era ignoto ai nostri. Così, nello stesso momento, la marea sommergeva le navi lunghe, con cui Cesare aveva provveduto a trasportare l'esercito, che Cesare aveva tirato in secco, e la tempesta sconvolgeva le navi da carico, che erano legate alle ancore, e ai nostri non era data alcuna possibilità né di manovrare né di soccorrere. Rotte parecchie navi, le restanti, essendo divenute inutili alla navigazione per la perdita di funi, ancore e altri attrezzi, si produsse, come era inevitabile che accadesse, un grande scompiglio in tutto l'esercito. Non c'erano infatti altre navi con cui potessero essere riportati, e mancava tutto ciò che serviva a riparare le navi, e, poiché tutti sapevano che bisognava svernare in Gallia, in questi luoghi non era stato preparato grano per l'inverno.
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