Caricamento…
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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro IV, capitolo 32
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Mentre questo accadeva, essendo stata mandata secondo l'abitudine una legione (che si chiamava la settima) a far provvista di grano, e non essendoci fino a quel momento alcun sospetto di guerra, poiché una parte degli uomini restava nei campi e un'altra parte andava anche nell'accampamento, quelli che stavano di sentinella davanti alle porte dell'accampamento annunciarono a Cesare che si vedeva più polvere del solito nella direzione verso cui la legione aveva mosso il cammino. Cesare, sospettando (cosa che era vera) che dai barbari fosse stato avviato qualche nuovo piano, ordinò che le coorti che erano di sentinella lo seguissero con sé in quella direzione, che dalle restanti due subentrassero al posto di guardia, e che le altre si armassero e lo seguissero immediatamente. Essendosi avanzato un po' più lontano dall'accampamento, si accorse che i suoi erano incalzati dai nemici e resistevano a fatica, e che, essendo la legione circondata, da ogni parte venivano scagliati dardi. Infatti, poiché il grano era stato mietuto in tutte le altre zone e restava una sola parte, i nemici, sospettando che i nostri sarebbero venuti lì, si erano nascosti di notte nei boschi; poi, assalitili all'improvviso mentre erano sparsi, disarmati e intenti a mietere, uccisone pochi, misero in disordine gli altri con schieramenti incerti, e li circondarono al tempo stesso con la cavalleria e con i carri da guerra.
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