Caricamento…
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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro IV, capitolo 33
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Questo è il genere di combattimento dai carri. Dapprima percorrono a cavallo ogni zona e scagliano dardi, e con il solo terrore dei cavalli e il fragore delle ruote per lo più mettono in disordine gli schieramenti; e quando si sono insinuati tra gli squadroni di cavalleria, scendono dai carri e combattono a piedi. Nel frattempo gli aurighi si ritirano a poco a poco dal combattimento e dispongono i carri in modo tale che, se quelli fossero incalzati dalla moltitudine dei nemici, abbiano una via di ritirata spedita verso cui andare. Così uniscono nei combattimenti la mobilità della cavalleria e la stabilità della fanteria, e con la pratica quotidiana e l'esercizio ottengono al punto che sono soliti trattenere i cavalli lanciati in un luogo scosceso e ripido, moderarli e girarli in breve, correre lungo il timone, stare ritti sul giogo e ritirarsi da lì sui carri velocissimamente.
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