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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro V, capitolo 13
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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L'isola per natura è triangolare, e uno dei suoi lati è di fronte alla Gallia. Di questo lato, un angolo, quello presso Cantium, dove quasi tutte le navi dalla Gallia approdano, guarda a oriente; l'altro, più in basso, guarda a mezzogiorno. Questo lato si estende per circa cinquecento miglia. L'altro lato volge verso la Spagna e il sole d'occidente; da questa parte si trova l'Irlanda, più piccola della metà, come si stima, rispetto alla Britannia, ma con una traversata di uguale distanza a quella dalla Gallia verso la Britannia. In questo tratto di mare intermedio si trova un'isola chiamata Mona: si ritiene inoltre che vi siano altre isole minori vicine, delle quali alcuni hanno scritto che d'inverno la notte dura trenta giorni continui. Noi non riuscivamo a scoprire nulla al riguardo con le nostre domande, se non che, misurando con certi orologi ad acqua, vedevamo che le notti erano più brevi che sul continente. La lunghezza di questo lato è, secondo la loro opinione, di settecento miglia. Il terzo lato è rivolto verso settentrione; a questa parte non è posta di fronte alcuna terra, ma l'angolo di questo lato guarda soprattutto verso la Germania. Si stima che questo lato sia lungo ottocento miglia. Così l'intera isola misura duemila miglia di circonferenza.
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