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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro V, capitolo 15
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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La cavalleria nemica e i combattenti sui carri si scontrarono aspramente in battaglia con la nostra cavalleria durante la marcia, tanto che i nostri risultarono superiori su ogni fronte e li respinsero verso boschi e colline; ma, uccisi parecchi nemici, inseguendo con troppa foga persero alcuni dei loro. Ma quelli, trascorso un intervallo, mentre i nostri, incauti e occupati nella fortificazione dell'accampamento, all'improvviso si lanciarono fuori dai boschi e, sferrato un attacco contro quelli che erano schierati di guardia davanti al campo, combatterono con violenza; mandate in soccorso da Cesare due coorti e le prime di due legioni, dopo che queste si erano disposte tra loro con uno spazio minimo, sconvolti i nostri da questo nuovo modo di combattere, sfondarono con grande audacia in mezzo a loro e si ritirarono di là incolumi. In quel giorno viene ucciso Quinto Laberio Duro, tribuno dei soldati. Essi vengono respinti dopo l'invio di più coorti.
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