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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro V, capitolo 22
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Mentre queste cose accadono in questi luoghi, Cassivellauno invia messaggeri al Cantium, che, come abbiamo mostrato sopra, si trova presso il mare, e su quelle regioni comandavano quattro re, Cingetorige, Carvilio, Taximagulo e Segovace, e ordina loro che, radunate tutte le truppe, assalgano e attacchino all'improvviso l'accampamento navale. Quando questi giunsero all'accampamento, i nostri, fatta una sortita, uccisero molti di loro e, catturato anche il nobile capo Lugotorige, ricondussero i propri incolumi. Cassivellauno, annunciata questa battaglia, colpito da tante perdite, con il territorio devastato, e sconvolto soprattutto dalla defezione delle città, invia a Cesare, tramite l'Atrebate Commio, ambasciatori per la resa. Cesare, poiché aveva deciso di svernare sul continente a causa degli improvvisi tumulti della Gallia, e non restava molto dell'estate, e capiva che ciò si poteva facilmente tirare in lungo, impone ostaggi e stabilisce quale tributo annuo la Britannia doveva versare al popolo romano; vieta e ordina a Cassivellauno di non fare del male a Mandubracio né ai Trinobanti.
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