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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro V, capitolo 4
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Cesare, sebbene capisse per quale motivo si dicessero quelle cose e che cosa lo distogliesse dal piano prestabilito, tuttavia, per non essere costretto a passare l'estate presso i Treveri dopo aver preparato tutto per la guerra contro la Britannia, ordinò a Induziomaro di venire da lui con duecento ostaggi. Condotti costoro, tra i quali il figlio e tutti i parenti di lui, che aveva convocato per nome, dopo aver confortato Induziomaro lo esortò a restare fedele. Nondimeno, convocati presso di sé i notabili dei Treveri, li riconciliò uno per uno con Cingetorige, perché capiva che ciò era fatto per il merito di costui, e riteneva anche molto importante che l'autorità di Cingetorige valesse il più possibile tra i suoi, di cui aveva conosciuto verso di sé una benevolenza così straordinaria. Induziomaro sopportò male il fatto che il suo prestigio tra i suoi diminuisse, e lui, che già prima aveva avuto animo ostile verso di noi, arse molto più violentemente per questo dolore.
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