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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro V, capitolo 50
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Quel giorno, dopo piccoli scontri di cavalleria presso il fiume, entrambi restano fermi al proprio posto: i Galli, perché aspettavano forze più numerose che non erano ancora arrivate; Cesare, per vedere se, con una finta di timore, potesse attirare i nemici sul proprio terreno, così da combattere di qua dalla valle davanti al campo, e se non potesse ottenere questo, per attraversare la valle e il ruscello con minor pericolo, dopo aver esplorato le vie. All'alba la cavalleria dei nemici si avvicina al campo e attacca battaglia con i nostri cavalieri. Cesare ordina apposta ai cavalieri di indietreggiare e rifugiarsi nel campo, e allo stesso tempo ordina che il campo sia fortificato da ogni lato con un vallo più alto, che le porte siano ostruite e che, nell'eseguire queste operazioni, si corra qua e là quanto più possibile e si agisca fingendo timore.
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