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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro V, capitolo 51
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Incoraggiati da tutte queste cose, i nemici spostano le truppe e schierano la linea in un luogo svantaggioso, e quando anche i nostri furono fatti scendere dal vallo si avvicinano ancora di più e scagliano dardi da ogni parte dentro le fortificazioni, e, mandati in giro gli araldi, fanno proclamare che, se qualcuno, Gallo o Romano, voglia passare dalla loro parte prima dell'ora terza, gli sia lecito senza pericolo; dopo quel momento non ce ne sarebbe più la possibilità: e disprezzarono a tal punto i nostri che, essendo le porte ostruite solo in apparenza da un solo strato di zolle, poiché sembrava loro di non poter irrompere da lì, alcuni cominciarono a squarciare il vallo con le mani, altri a colmare i fossati. Allora Cesare, fatta una sortita da tutte le porte e lanciata la cavalleria, mette rapidamente in fuga i nemici, al punto che nessuno resistette affatto per combattere, e ne uccide un gran numero e li spoglia tutti delle armi.
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