Caricamento…
Caricamento…
latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro V, capitolo 6
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
C'era, con gli altri, l'eduo Dumnorige, di cui abbiamo già parlato. Aveva deciso, tra i primi, di tenerlo con sé, perché sapeva che era desideroso di novità, desideroso di potere, di grande coraggio e di grande autorità tra i Galli. A ciò si aggiungeva che nell'assemblea degli Edui Dumnorige aveva detto che Cesare gli offriva il regno della città; gli Edui sopportavano male questa affermazione, ma non osavano inviare ambasciatori a Cesare per rifiutare o protestare. Cesare aveva saputo questo fatto dai suoi ospiti. Egli dapprima si sforzò di chiedere con ogni preghiera di essere lasciato in Gallia, in parte perché, non abituato a navigare, temeva il mare, in parte perché diceva di essere trattenuto da motivi religiosi. Dopo che vide che ciò gli veniva rifiutato ostinatamente, perduta ogni speranza di ottenerlo, cominciò a istigare i capi della Gallia, a chiamarli in disparte uno per uno e a esortarli a restare sul continente, atterrendoli con la paura: diceva che non avveniva senza motivo che la Gallia fosse spogliata di tutta la sua nobiltà; questo era il piano di Cesare: che tutti quelli che temeva di uccidere sotto gli occhi della Gallia, li facesse uccidere dopo averli condotti in Britannia; diceva di dare la sua parola agli altri e di chiedere un giuramento, perché amministrassero con decisione comune ciò che avessero capito essere utile alla Gallia. Queste cose venivano riferite a Cesare da molti.
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.