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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VI, capitolo 17
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Tra gli dei venerano soprattutto Mercurio. Di lui esistono numerosissime statue: lo dicono inventore di tutte le arti, guida delle strade e dei viaggi, e ritengono che abbia grandissimo potere sui guadagni di denaro e sui commerci. Dopo di lui, Apollo, Marte, Giove e Minerva. Su di essi hanno un'opinione quasi identica a quella delle altre popolazioni: Apollo scaccia le malattie, Minerva insegna i rudimenti dei lavori e delle arti manuali, Giove detiene il dominio delle cose celesti, Marte governa le guerre. A lui, quando decidono di combattere in battaglia, votano per lo più le cose che avranno preso in guerra: quando hanno vinto, immolano gli animali catturati e portano le restanti cose in un unico luogo. In molte città-stato è possibile vedere cumuli di queste cose innalzati in luoghi consacrati; e non capita spesso che qualcuno, trascurando la religione, osi nascondere presso di sé il bottino o portare via le offerte depositate: per questo fatto è stabilito un supplizio gravissimo con tortura.
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