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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VI, capitolo 3
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Perciò, non ancora finito l'inverno, radunate le quattro legioni più vicine, marciò all'improvviso nel territorio dei Nervi e, prima che quelli potessero radunarsi o fuggire, catturato un gran numero di bestiame e di uomini e concesso quel bottino ai soldati, devastati i campi, li costrinse ad arrendersi e a dargli ostaggi. Conclusa rapidamente questa impresa, ricondusse di nuovo le legioni negli accampamenti d'inverno. Convocata l'assemblea della Gallia all'inizio della primavera, come era solito fare, poiché tutti gli altri erano venuti tranne i Senoni, i Carnuti e i Treveri, ritenendo che questo fosse l'inizio della guerra e della ribellione, per far sembrare di posporre ogni altra cosa, trasferisce l'assemblea a Lutezia dei Parisi. Questi erano confinanti con i Senoni e avevano unito la loro città a memoria dei padri, ma si riteneva che fossero rimasti estranei a questo piano. Annunciata questa cosa dal tribunale, lo stesso giorno parte con le legioni contro i Senoni e vi giunge con marce forzate.
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