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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VI, capitolo 4
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Saputo del suo arrivo, Accone, che era stato il promotore di questo piano, ordina che la moltitudine si raduni nelle città. Mentre tentavano, prima che ciò potesse compiersi, si annuncia che i Romani sono presenti. Costretti dalla necessità abbandonano il proposito e inviano ambasciatori a Cesare per chiedere perdono: vi si rivolgono tramite gli Edui, la cui città era da tempo antico sotto la loro protezione. Cesare concede volentieri il perdono agli Edui che lo chiedono e accetta la scusa, poiché riteneva che la stagione estiva fosse propria della guerra imminente, non di un'inchiesta. Imposti cento ostaggi, li consegna agli Edui perché li custodiscano. Allo stesso modo i Carnuti inviano ambasciatori e ostaggi, servendosi come intermediari dei Remi, dei quali erano clienti: portano le stesse risposte. Cesare conclude l'assemblea e ordina alle città di fornire cavalieri.
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