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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VI, capitolo 5
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
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Pacificata questa parte della Gallia, si dedica interamente, con mente e animo, alla guerra contro i Treveri e Ambiorige. Ordina a Cavarino di partire con sé con la cavalleria dei Senoni, perché non sorgesse qualche sommossa della città a causa dell'ira di costui o dell'odio per quanto aveva meritato. Stabilite queste cose, poiché riteneva certo che Ambiorige non avrebbe combattuto in battaglia, considerava tra sé gli altri suoi piani. I Menapi erano vicini al territorio degli Eburoni, protetti da paludi e boschi ininterrotti, i soli in tutta la Gallia che non avevano mai inviato ambasciatori a Cesare per la pace. Sapeva che Ambiorige aveva un legame di ospitalità con questi; sapeva anche che, tramite i Treveri, era entrato in amicizia con i Germani. Riteneva che questi aiuti dovessero essergli tolti prima di attaccarlo in guerra, perché non fosse costretto, disperando della salvezza, a nascondersi tra i Menapi o a scontrarsi con i popoli oltre il Reno. Preso questo piano, invia a Labieno, tra i Treveri, i bagagli di tutto l'esercito e ordina a due legioni di partire verso di lui; egli stesso parte contro i Menapi con cinque legioni leggere. Quelli, senza aver radunato alcuna forza, fidando nella protezione del terreno, si rifugiano nei boschi e nelle paludi e vi portano i loro averi.
Hac parte Galliae pacata totus et mente et animo in bellum Treverorum et Ambiorigis insistit. Cavarinum cum equitatu Senonum secum proficisci iubet, ne quis aut ex huius iracundia aut ex eo, quod meruerat, odio civitatis motus exsistat. His rebus constitutis, quod pro explorato habebat Ambiorigem proelio non esse concertaturum, reliqua eius consilia animo circumspiciebat. Erant Menapii propinqui Eburonum finibus, perpetuis paludibus silvisque muniti, qui uni ex Gallia de pace ad Caesarem legatos numquam miserant. Cum his esse hospitium Ambiorigi sciebat; item per Treveros venisse Germanis in amicitiam cognoverat. Haec prius illi detrahenda auxilia existimabat quam ipsum bello lacesseret, ne desperata salute aut se in Menapios abderet aut cum Transrhenanis congredi cogeretur. Hoc inito consilio totius exercitus impedimenta ad Labienum in Treveros mittit duasque legiones ad eum proficisci iubet; ipse cum legionibus expeditis quinque in Menapios proficiscitur. Illi nulla coacta manu loci praesidio freti in silvas paludesque confugiunt suaque eodem conferunt.
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