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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VI, capitolo 41
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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I Germani, disperando ormai di espugnare il campo, poiché vedevano che i nostri si erano già attestati sulle fortificazioni, si ritirarono oltre il Reno con quel bottino che avevano deposto nei boschi. E tale fu il terrore, anche dopo la partenza dei nemici, che quella notte, quando Gaio Voluseno, mandato con la cavalleria, giunse all'accampamento, non riuscì a far credere che Cesare fosse presente con l'esercito incolume. Talmente il timore si era impadronito degli animi che, quasi fuori di senno, dicevano che, distrutte tutte le truppe, la cavalleria si era salvata dalla fuga, e sostenevano che i Germani non avrebbero assalito il campo se l'esercito fosse stato incolume. Questo timore lo dissipò l'arrivo di Cesare.
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