Caricamento…
Caricamento…
latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VI, capitolo 41
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
I Germani, disperando ormai di espugnare il campo, poiché vedevano che i nostri si erano già attestati sulle fortificazioni, si ritirarono oltre il Reno con quel bottino che avevano deposto nei boschi. E tale fu il terrore, anche dopo la partenza dei nemici, che quella notte, quando Gaio Voluseno, mandato con la cavalleria, giunse all'accampamento, non riuscì a far credere che Cesare fosse presente con l'esercito incolume. Talmente il timore si era impadronito degli animi che, quasi fuori di senno, dicevano che, distrutte tutte le truppe, la cavalleria si era salvata dalla fuga, e sostenevano che i Germani non avrebbero assalito il campo se l'esercito fosse stato incolume. Questo timore lo dissipò l'arrivo di Cesare.
Germani desperata expugnatione castrorum, quod nostros iam constitisse in munitionibus videbant, cum ea praeda quam in silvis deposuerant trans Rhenum sese receperunt. Ac tantus fuit etiam post discessum hostium terror ut ea nocte, cum Gaius Volusenus missus cum equitatu ad castra venisset, fidem non faceret adesse cum incolumi Caesarem exercitu. Sic omnino animos timor praeoccupaverat ut paene alienata mente deletis omnibus copiis equitatum se ex fuga recepisse dicerent neque in columi exercitu Germanos castra oppugnaturos fuisse contenderent. Quem timorem Caesaris adventus sustulit.
L’app Versia per iPhone
Con l’app fotografi la tua versione e hai traduzione e analisi periodo per periodo, come in questa pagina, con il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.
Gratis, con 4 versioni a settimana incluse.